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Analisi di Benchmark

Analisi di Benchmark

28/05/2021 0 By miriampaterna

Ogni azienda è interessata a confrontare le proprie prestazioni con le migliori pratiche esistenti del settore in cui opera: per raggiungere tale obiettivo, ricerche di mercato come un’analisi Benchmark potrebbe essere molto utili per valutare le migliori prestazioni da ottenere e per sapere in caso come procedere per apportare modifiche e migliorie al proprio web marketing ed essere più competitivi. 

Sebbene il benchmarking non sia uno strumento rapido o semplice, se rivolta alla giusta agenzia specializzata un’azienda può trarre innumerevoli vantaggi da questo strumento.

Cos’è un benchmark o benchmarking e tipi principali

Con il termine benchmark (o benchmarking) si intende una metodologia aziendale comparativa attraverso la quale le aziende si mettono in confronto con altre per scovare eventuali punti deboli e migliorarli. Concetto nato negli anni ‘70, il benchmark può assumere diverse declinazioni in base alle aziende tra cui avviene l’analisi comparativa, in base allo scopo di tale analisi ed in base ai processi aziendali presi in considerazione. In base a questi criteri, possiamo individuare quattro tipi principali di benchmarking: 

  • Benchmark interno, se l’analisi comparativa avviene tra due settori della stessa azienda;
  • Benchmark esterno, se l’analisi comparativa avviene tra due aziende diverse, competitors tra loro
  • Benchmark funzionale, se l’analisi comparativa avviene tra processi simili ma di diverse aziende
  • Benchmark globale, se infine l’analisi comparativa avviene tra processi diversi di aziende diverse.

Vantaggi di un’analisi di Benchmark: perché richiederne una 

Ma perché richiedere un’analisi benchmark? Quali sono i motivi ed i vantaggi di tale metodologia aziendale? Un’analisi di benchmarking può essere richiesta sia per avviare una ristrutturazione, quindi se si intende riprogettare i propri processi aziendali, ma anche per ottenere un miglioramento qualitativo incrementale

Attraverso il benchmarking, infatti, le aziende sono in grado di trovare modi per superare i loro concorrenti e diventare più aperte a nuove idee e forme di miglioramento. Sono anche in grado di identificare il divario esistente tra le prestazioni desiderate e le prestazioni effettive. Quando le aziende sanno dove si trovano i loro punti di forza e di debolezza, diventano meglio attrezzate per apportare i miglioramenti necessari per una crescita ottimale. 

Fasi di un’analisi Benchmark

Ma come si effettua un’analisi di benchmarking? Quali sono le fasi previste durante tale analisi comparativa?

Innanzitutto l’analista benchmarking deve individuare degli indicatori di confronto denominati KPI, ovvero degli indicatori di confronto oggettivi, rappresentativi, economici e comprensibili che serviranno per comparare le due aziende, settori o strategie in questione. Tali criteri serviranno poi per attivare un processo critico che terminerà con una verifica di robustezza, ovvero la fase in cui ogni indicatore scelto viene valutato tramite l’assegnazione di un punteggio.

Infine, per essere affidabile, questa metodologia benchmarking non deve essere effettuata dall’azienda una tantum, piuttosto deve essere uno strumento frequente e continuativo che monitora in itinere l’andamento dell’azienda. Infatti, l’analisi benchmark non si limita alle sole misurazioni, ma prevede anche delle pianificazioni di post-benchmarking, ovvero delle strategie di marketing basate sull’analisi svolta e quindi sul miglioramento o la correzione dei problemi rilevati.

Più che di una singola analisi, si tratta quindi piuttosto di un circolo virtuoso di prassi da attuare in modo continuativo, consecutivo e frequente.