Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale ha avuto un impatto significativo su vari settori, dall’industria tecnologica alla sanità, e ha attirato l’attenzione delle autorità antitrust in Europa. Margrethe Vestager, il capo dell’antitrust dell’Unione Europea, ha sottolineato l’importanza di valutare attentamente l’impatto delle partnership di AI tra le grandi aziende tecnologiche. In un discorso tenuto di recente, ha affermato che l’UE intensificherà la sua sorveglianza e scrutinio delle operazioni delle Big Tech per prevenire la monopolizzazione dell’AI.
L’impatto dell’IA e le sfide per la concorrenza
Secondo Vestager, l’IA ha portato ad effetti economici imprevisti. Ad esempio, i modelli linguistici di grande scala (LLM) richiedono enormi quantità di dati, spazio di archiviazione nel cloud e capacità di calcolo. Ciò crea barriere all’ingresso per le startup europee che cercano di competere con le grandi aziende tecnologiche statunitensi. Vestager ha sottolineato che la disruzione nel settore dell’IA non sarà guidata da pochi giovani geni del college, ma piuttosto dall’interno degli ecosistemi tecnologici esistenti.
Partnership tra Big Tech e il dominio dell’IA generativa
L’ascesa dell’IA generativa negli ultimi anni ha evidenziato come gli sviluppi siano dominati da un ristretto numero di aziende con legami stretti a piattaforme delle Big Tech o che sono esse stesse giganti tecnologiche. Ad esempio, OpenAI, creatore di ChatGPT, ha una stretta partnership con Microsoft, mentre Google e Amazon investono nella rivale di OpenAI, Anthropic. Meta, la casa madre di Facebook, sta sfruttando i dati dei suoi social media per sviluppare i propri modelli fondamentali di IA (LLaMA).
Le sfide delle startup europee nell’accesso alle infrastrutture di IA
Durante un seminario, è emersa una preoccupazione su come le startup europee possano competere senza un accesso equivalente alle infrastrutture chiave di IA. Tobias Haar, consulente generale della startup tedesca di modelli fondamentali di IA Aleph Alpha, ha sottolineato che l’incertezza sull’accesso a input chiave di IA ha spinto la loro decisione di investire nella costruzione e nell’addestramento dei propri modelli fondamentali nel loro data center. Tuttavia, Haar ha evidenziato come queste infrastrutture siano ancora molto inferiori rispetto a quelle delle Big Tech. Ad esempio, il data center di Aleph Alpha utilizza 512 GPU Nvidia A100, mentre Microsoft ha annunciato l’installazione di circa 10.000 GPU nel Regno Unito solo l’anno scorso.
L’azione dell’Unione Europea per bilanciare il campo di gioco
Nonostante le sfide, Vestager non ha fornito piani concreti su come l’UE possa livellare il campo di gioco per le startup di IA generativa locali. Tuttavia, ha suggerito che l’UE prenderà in considerazione l’uso di strumenti esistenti, come il Digital Markets Act (DMA), per regolare le partnership di AI delle Big Tech. Ha anche sottolineato l’importanza di una cooperazione internazionale tra le autorità antitrust e i regolatori per affrontare le sfide dell’IA. L’UE sta cercando di trovare un equilibrio tra la regolamentazione dei rischi dell’IA e la creazione di un ecosistema vivace per l’innovazione.
Soluzioni proposte per affrontare il dominio delle partnership di AI delle Big Tech
Durante il seminario, Barry Lynn dell’Open Markets Institute ha proposto diverse soluzioni per frenare il potere delle Big Tech nel settore dell’IA. Ha suggerito di separare le infrastrutture di cloud in utility per ridurre il loro potere di leva. Ha anche chiesto la creazione di un regime di non discriminazione per le piattaforme per prevenire la manipolazione delle informazioni e ha sostenuto l’appropriazione dei dati aggregati raccolti dalle giganti tecnologiche per garantire che siano di proprietà pubblica anziché delle aziende stesse.
Carel Maske, direttore della concorrenza di Microsoft, ha risposto alle proposte di Lynn sottolineando la necessità di considerare gli investimenti necessari per l’innovazione nel cloud e nell’infrastruttura. Ha suggerito che la separazione strutturale delle Big Tech dall’infrastruttura chiave dell’IA potrebbe ostacolare gli investimenti necessari per spingere avanti l’innovazione.
La necessità di una collaborazione internazionale
Andreas Mundt, presidente dell’autorità tedesca per la concorrenza, ha condiviso l’esperienza del suo ufficio nel tentativo di valutare la partnership tra Microsoft e OpenAI. Ha evidenziato che le attuali procedure di controllo delle fusioni non sono riuscite a contrastare l’influenza competitiva di Microsoft su OpenAI. Mundt ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra le autorità antitrust di tutto il mondo per affrontare le sfide poste dalle partnership di AI delle Big Tech.
Vestager ha elogiato la decisione della Commissione Europea di avviare una procedura per verificare se la partnership tra Microsoft e OpenAI rientri nelle regole delle fusioni dell’UE. Ha anche sottolineato l’importanza di valutare attentamente tutte le partnership di AI per identificare eventuali impatti sulla concorrenza.

