Cancellare notizie da Google: la Cassazione n. 14488/2025 interviene sul diritto all’oblio
21/06/2025
Il tema del diritto all’oblio torna al centro della scena giuridica italiana con la sentenza n. 14488 depositata il 30 maggio 2025 dalla Prima Sezione civile della Corte di Cassazione. Al centro della decisione, la richiesta di un cittadino, rappresentato dagli Avvocati Angelica Parente e Domenico Bianculli, di ottenere la deindicizzazione di alcune notizie associate al proprio nome e reperibili attraverso Google, relative a un procedimento penale ormai concluso con assoluzione definitiva.
La vicenda nasce dal fatto che, nonostante l’esito favorevole in sede penale, il nome dell’interessato continuava a essere accostato a notizie datate e non aggiornate, visibili nei risultati di ricerca su Google. La richiesta di deindicizzazione è stata inizialmente rigettata dal Tribunale, accogliendo la posizione difensiva di Google LLC, rappresentata dagli avvocati Marco Berliri, Michele Traversa, Erika De Santis e Massimiliano Masnada. Il ricorrente ha quindi proposto ricorso per Cassazione, assistito dagli avvocati Angelica Parente e Domenico Bianculli.

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che il diritto alla deindicizzazione può essere riconosciuto quando le informazioni disponibili online risultano inattuali, incomplete e non aggiornate rispetto all’evoluzione della vicenda giudiziaria. La pronuncia ribadisce che il bilanciamento tra diritto all’informazione e diritto alla reputazione deve avvenire sulla base di criteri precisi: attualità della notizia, tempo trascorso, ruolo pubblico dell’interessato e completezza delle informazioni rese accessibili.
La decisione conferma inoltre che la deindicizzazione da Google rappresenta un rimedio autonomo rispetto alla cancellazione dei contenuti dagli archivi editoriali: non è necessario che l’articolo sia eliminato dal sito web per ottenere il delisting dai risultati del motore di ricerca.
Si consolida così il principio per cui anche in Italia, alla luce del GDPR e della giurisprudenza europea, è possibile eliminare notizie da Google, togliere informazioni dal web e chiedere la cancellazione dei dati personali dai motori di ricerca, quando l’accessibilità di quelle informazioni viola l’identità dinamica della persona, offrendo un’immagine non più attuale.
La sentenza n. 14488/2025 si inserisce in una linea giurisprudenziale ormai consolidata, che comprende pronunce come Cass. 7559/2020, 15160/2021 e 36021/2023, e rafforza il quadro di tutela per chi intende agire per la protezione della propria reputazione online.