ChatGPT, il chatbot intelligente di OpenAI, sta conquistando sempre più utenti che lo usano ogni giorno, anche per fare domande banali. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli delle ripercussioni delle nostre azioni.
Non dobbiamo dimenticare le risorse necessarie per il funzionamento di questo rivoluzionario chatbot. In effetti, i modelli linguistici richiedono infrastrutture informatiche ad alta intensità energetica per eseguire i calcoli necessari a generare risposte.
ChatGPT: ogni domanda stupida equivale a mezzo litro di acqua buttata via
Secondo un testo pubblicato su Forbes, una serie di chat tra ChatGPT e un utente, comprendenti tra i 20 e i 50 scambi di domande e risposte, si traduce in un consumo energetico simile a quello necessario per produrre una bottiglia d’acqua da 500 ml. Anche se questo importo può sembrare insignificante… assume una dimensione completamente nuova se si tiene conto del fatto che questo bot ha più di 100 milioni di utenti attivi, ognuno dei quali partecipa a più dialoghi.
Per comprendere appieno l’enormità di questa situazione, l’articolo ha evidenziato che si stima che le strutture di conservazione dei dati di Google negli Stati Uniti consumino 12,7 miliardi di litri di acqua dolce esclusivamente per il processo di raffreddamento, di cui circa il 90% viene prelevato da acqua potabile risorse.
Hai capito bene: acqua pulita e consumabile. In questa nazione ci sono zone dove l’acqua pulita scarseggia periodicamente, mentre nel mondo ci sono “771 milioni di persone che non hanno accesso a una fonte di acqua potabile” e “donne e ragazze che impiegano quasi 200 milioni di ore al giorno a trasportare acqua”.
Did you know that ChatGPT's success has come at the cost of enormous water consumption? 🌊😱
A new study reveals that training AI models like ChatGPT and Bard use thousands of tonnes of water! 🌊 #ChatGPT #waterconsumption #environment pic.twitter.com/kQEbf9e8Tb
— Barely Opinionated (@BrlyOptd) April 19, 2023
In che modo l’utilizzo di ChatGPT per domande stupide consuma energia?
Secondo un rapporto, OpenAI utilizza enormi data center in tutto il mondo per addestrare algoritmi AI, incluso l’ultimo modello GPT-4. Questi data center richiedono una notevole quantità di elettricità per alimentare i server utilizzati nel processo di apprendimento.
Al momento, OpenAI non ha ancora rivelato cifre precise sul consumo energetico specifico di ChatGPT. Tuttavia, le stime sono state effettuate sulla base di dati e modelli di traffico approssimativi.
Secondo il presidente e fondatore dell’Ecoist Club Daria Marchenko, il consumo energetico di ChatGPT potrebbe essere di circa 0,6 wattora per query. Ciò equivale a circa 7-15 tonnellate di anidride carbonica (CO2) al giorno. Inoltre, secondo gli analisti di SemiAnalysis, l’infrastruttura utilizzata da ChatGPT potrebbe costare a OpenAI circa 700.000 dollari al giorno.
Quando ha senso utilizzare i chatbot?
Quando c’è un volume elevato di richieste o quando le query sono di natura ripetitiva, i chatbot possono fornire una risposta immediata, riducendo i tempi di attesa degli utenti. Inoltre, sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fornendo supporto ininterrotto.
I chatbot sono particolarmente efficaci nel fornire informazioni di base, effettuare prenotazioni, rispondere a domande comuni o aiutare con problemi tecnici minori. Possono anche aiutare a valutare e indirizzare le richieste al reparto appropriato, migliorando l’efficienza complessiva dell’assistenza clienti.
Tuttavia, in situazioni complesse che richiedono una comprensione approfondita, è preferibile l’intervento di un agente umano. I chatbot sono strumenti complementari, ma non possono sostituire completamente l’esperienza umana e l’empatia necessarie in alcuni casi.

