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Come i dispositivi per imbrogliare alle slot hanno causato scandali in tutto il mondo

Gambling slot machine in a casino

I casinò sono il luogo ideale per tentare la fortuna e mettere alla prova le proprie abilità. Il problema inevitabile dei casinò è che, a un certo punto, la fortuna si esaurisce e si perde. Sebbene alcuni se ne siano fatti una ragione, altri non riescono a rassegnarsi. Sì, perdere fa schifo, lo sappiamo tutti. Ecco perché alcuni hanno deciso di eliminare la fortuna dall’equazione e di inventare le proprie regole per vincere nei casinò tradizionali.

Quando penso ai furti nei casinò, di solito immagino le grandi menti dei film hollywoodiani, come:

Ma in realtà le più grandi rapine avvengono proprio sotto il naso, ad opera di persone dall’aspetto innocente. Nel corso degli anni, i casinò di tutto il mondo hanno subito perdite significative non perché le persone sono state fortunate, ma perché sono diventate troppo furbe. Ecco perché ho deciso di raccontarvi alcuni dei più grandi scandali avvenuti nei casinò e che hanno lasciato tutti a bocca aperta.

Tommy Glenn Carmichael e le slot machine truccate

Per più di quarant’anni, Tommy Glenn Carmichael ha terrorizzato i casinò tradizionali della Strip con le sue sofisticate tecniche truffaldine che gli hanno permesso di rubare milioni di dollari dalle slot machine.

Anche se fu catturato e arrestato più di una volta, tornava sempre per perfezionare i suoi metodi. Una delle sue invenzioni più famose fu la monkey’s paw o slider.

In sostanza, inseriva un filo attraverso lo scivolo di pagamento della slot, ecco perché non truffava i siti casino online, in modo da ingannare la macchina e attivare un interruttore che avrebbe pagato istantaneamente il jackpot.

Quando fu arrestato per la prima volta, il suo compagno di cella era un uomo che era stato condannato per un reato simile. Insieme a un altro membro, formarono un famigerato gruppo di truffatori che utilizzava trucchi e metodi inediti e quasi impercettibili per rubare alle slot machine dei casinò. Nel 2001 fu nuovamente arrestato dall’FBI. Trascorse un anno in prigione e scontò tre anni di libertà vigilata. Inoltre, gli fu vietato di entrare in qualsiasi casinò tradizionale.

Louis “The Coin” Colavecchio e le monete false delle slot machine

Penso che tutti possano immaginare il motivo per cui è stato soprannominato “the Coin”. Si tratta comunque di una storia interessante, su un ormai famoso falsario, che aveva l’abilità di creare repliche quasi perfette delle monete delle slot machine. Le usava per giocare in molti casinò di Atlantic City e vincere migliaia di dollari.

La sua fortuna si esaurì nel 1997, quando fu arrestato con 350 kg di monete false. Fu condannato a 27 mesi di prigione federale.

All’epoca, questo incidente venne considerato il più grande sistema di contraffazione avvenuto nella zona.

Pensate che abbia imparato la lezione, vero? Beh, non proprio. Nel 2019, all’età di 76 anni, Colavecchio è stato nuovamente arrestato per aver contraffatto banconote da 100 dollari, vantandosi allo stesso tempo di come sarebbe riuscito a superare le più recenti misure di sicurezza. Questo gli valse una condanna a 15 mesi di carcere. Ancora oggi si autoproclama “il più grande falsario del mondo”.

Ron Harris e l’interruttore software nascosto

Negli anni ’90, Ronald Dale Harris era una delle figure più importanti del Nevada Gaming Control Board. Aveva il compito di individuare eventuali difetti e di scrivere un software anti truffa da implementare nelle slot machine.

Ciò che la gente non sapeva era che Ron aveva un lavoro secondario: creava codici con interruttori specifici che avrebbero attivato una slot machine al fine di sbloccare i jackpot.

Riuscì a truccare 30 slot machine su cui i suoi complici avrebbero giocato, vincendo ogni volta grosse somme. Ron continuò su questa strada per qualche tempo, rubando migliaia di dollari.

Portrait of a happy bearded man celebrating success while standing under the money rain isolated over white background

Tuttavia, preso dalla brama, tentò di mettere a segno una rapina su larga scala, che lo portò all’arresto. Oggi il suo nome è nel libro nero del Nevada Gaming Control Board e gli è stato vietato di entrare in qualsiasi casinò.

John Kane e la sua passione per i videopoker

John Kane è uno di quelli che ce l’ha fatta. L’appassionato americano di videopoker si è portato via più di mezzo milione di dollari dopo aver scoperto un’anomalia del software di un popolare modello utilizzato negli Stati Uniti.

Dopo aver giocato a lungo con lo stesso tipo di macchinetta, Kane notò un’anomalia che consentiva ai giocatori di rigiocare la stessa identica mano appena giocata. Tutto quello che doveva fare era attendere di vincere il montepremi e poi incassare ripetutamente.

Il trucco consisteva nel fatto che su queste macchinette si potessero fare puntate di dimensioni diverse. Perciò Kane non faceva altro che giocare puntando ogni volta un solo centesimo. Quando veniva fuori il montepremi, poteva passare immediatamente alla puntata massima di 10 dollari con un premio di 10.000 dollari.

Come potete immaginare, i boss del casinò non ci misero molto a capire che c’era qualcosa che non andava. Kane e Andre Nestor, un amico che aveva fatto entrare nel suo piccolo schema, furono arrestati e rinviati a giudizio.

Incredibilmente, i procuratori federali non riuscirono a convincere la giuria che i due avessero infranto alcuna legge. Le accuse di hacking e cospirazione furono respinte e i due furono liberati.

Il loro avvocato disse:

“Tutto ciò che questi ragazzi hanno fatto è stato semplicemente premere una sequenza di pulsanti che erano legalmente autorizzati a premere”.

Conclusioni

Questi e molti altri ancora hanno cercato di truffare i casinò tradizionali, portandosi a casa ingenti somme di denaro, ma senza riuscire (quasi) mai a farla franca. Infatti, bisogna sempre ricordare, come dicevamo all’inizio, che alla fine, il banco vince sempre!

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