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Google Bard e la sfida della protezione dei dati personali nell’era dell’Intelligenza Artificiale

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L’evoluzione dell’intelligenza artificiale (IA) ha portato notevoli progressi in vari settori, come la medicina, la scienza e anche nella risoluzione di piccoli problemi quotidiani. Tuttavia, insieme a questi progressi emergono anche importanti questioni etiche e legali, in particolare riguardanti la protezione della privacy dei dati personali.

L’AI di Google: BARD

Un esempio rilevante di queste domande è rappresentato da “Bard”, l’IA sviluppata da Google. Bard è un sistema di intelligenza artificiale progettato per generare contenuti come poesie e canzoni. Basandosi su grandi quantità di dati testuali, è in grado di creare indicativamente testi che imitano lo stile e il tono di autori specifici o generi letterari. Tuttavia, a causa della sua capacità di generare automaticamente contenuti, sorgono preoccupazioni riguardo alla privacy e alla gestione dei dati personali. La preoccupazione principale riguarda la conformità di Google Bard con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR), che disciplina il diritto all’oblio e il processo di rimozione delle informazioni da Internet. Bard apprende da una vasta gamma di fonti di dati, rendendo difficile garantire l’adeguata anonimizzazione o rimozione dei dati personali. Inoltre, potrebbe generare testi contenenti informazioni personali anche senza il consenso degli interessati, sollevando interrogativi sulla responsabilità di Google nel trattamento dei dati e nel rispetto della privacy.

Il dibattito sulla privacy nell’intelligenza artificiale

Il problema legato alla privacy è strettamente legato alla generazione di contenuti da parte di Bard, che richiede l’accesso a una vasta quantità di dati, inclusi testi letterari, informazioni di pubblico dominio e potenzialmente dati personali. La raccolta e l’elaborazione di dati personali sollevano questioni sulla privacy e la protezione delle informazioni sensibili. Dato che Bard apprende da dati eterogenei, esiste il rischio che generi testi che contengono informazioni personali o sensibili senza il consenso delle persone interessate.

Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) è stato introdotto dall’Unione Europea per proteggere la privacy, in particolare i dati personali dei cittadini dell’UE. Esso stabilisce regole rigide sulla raccolta, l’elaborazione e la conservazione dei dati personali, nonché sul consenso degli interessati. Tali regole si applicano anche all’IA come Bard se viene utilizzata per elaborare dati personali di individui residenti nell’UE.

La giurisprudenza in tema di diritto all’oblio

Numerose pronunce della Corte di Giustizia, in particolare la famosa sentenza Costeja, hanno stabilito che i motori di ricerca, incluso Google, devono garantire che l’elaborazione dei dati personali da parte di Bard rispettiva i principi fondamentali della protezione dei dati, come il consenso informato, la finalità legittima e la minimizzazione dei dati. Gli individui hanno anche il diritto di accedere ai propri dati personali, richiederne la cancellazione e limitarne l’elaborazione.

Cosa ha detto Google in merito all’AI?

Per affrontare le preoccupazioni legate alla privacy e garantire la conformità al GDPR, Google ha annunciato che Bard non sarà disponibile in Europa per i prossimi mesi. La società sta collaborando con le autorità di regolamentazione per garantire il rispetto delle normative e lavorerà gradualmente e responsabilmente per l’espansione di Bard, supportando le 40 lingue più diffuse al mondo in futuro.

Google ha sottolineato il suo impegno nel lavorare con le autorità regolatorie per affrontare le sfide legate alla privacy e alla protezione dei dati personali. L’azienda continua a sviluppare Bard e altre tecnologie conformemente alle normative vigenti per garantire la privacy degli utenti.

 

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