Site icon Syrus

Google paga 270 milioni di dollari per uso dati in Francia: impatto su Gemini

Google colpito con una multa di 270 milioni di dollari in Francia mentre l'autorità scopre l'uso dei dati dei editori di notizie per Gemini

La saga infinita tra Google e l‘autorità francese della concorrenza per le protezioni del copyright delle anteprime delle notizie ha raggiunto un nuovo capitolo. L’Autorité de la Concurrence ha annunciato una multa di 250 milioni di euro contro il colosso tecnologico (circa 270 milioni di dollari al tasso di cambio attuale) per aver violato alcuni dei suoi impegni precedenti con gli editori di notizie. Ma ciò che rende questa decisione particolarmente significativa è il fatto che si concentra sull’uso dei dati dei editori da parte di Google per addestrare il suo modello generativo di intelligenza artificiale denominato Gemini.

Protezioni del copyright e violazioni della concorrenza

Nel 2019, l’Unione Europea ha approvato una riforma del copyright digitale che ha esteso le protezioni del copyright alle anteprime delle notizie. In precedenza, gli aggregatori di notizie come Google News, Discover e la sezione “Top Stories” nelle pagine dei risultati di ricerca raccoglievano e visualizzavano queste notizie senza alcuna compensazione finanziaria. Per evitare la legge, Google ha inizialmente disattivato Google News in Francia. Tuttavia, l’autorità della concorrenza è intervenuta rapidamente, considerando questa azione un abuso di posizione dominante che metteva a rischio gli editori. Questo intervento ha costretto Google a stringere accordi con gli editori locali per il riutilizzo dei loro contenuti. Tuttavia, nel 2021, Google è stato colpito da una multa di 592 milioni di dollari dopo che l’autorità della concorrenza ha riscontrato gravi violazioni nelle sue trattative con gli editori e le agenzie locali.

La multa e il tono di Google

Google ha accettato di non contestare le ultime conclusioni dell’Autorité in cambio di un processo accelerato e di un pagamento monetario. Tuttavia, la direttrice generale di Google per le notizie e i partenariati editoriali, Sulina Connal, ha espresso un tono seccato in un lungo post sul blog, affermando che “la multa non è proporzionata alle questioni sollevate” dall’autorità. Nonostante il tono critico, Google sembra voler porre fine a questa saga e concentrarsi sull’obiettivo più ampio di connettere le persone con contenuti di qualità e lavorare in modo costruttivo con gli editori francesi.

L’uso di contenuti dai editori per l’addestramento di AI

L’autorità francese della concorrenza ha evidenziato l’uso di contenuti dai editori di notizie e dalle agenzie di stampa da parte di Google per l’addestramento del suo strumento di intelligenza artificiale generativa chiamato Bard (ora Gemini), lanciato nel luglio 2023. Secondo l’agenzia, Google ha utilizzato questi contenuti senza informare i titolari del copyright né l’autorità stessa. Google si difende sostenendo che l’autorità “non contesta il modo in cui i contenuti web vengono utilizzati per migliorare nuovi prodotti come l’intelligenza artificiale generativa, cosa che è già affrontata nell’articolo 4 della Direttiva sul copyright dell’UE”. Tuttavia, l’autorità ha affermato che non è ancora stato stabilito se l’eccezione si applichi in questo caso specifico.

Implicazioni future e conclusioni

Con l’introduzione dell’AI Act dell’UE, i produttori di modelli dovranno rispettare le norme sul copyright dell’UE e garantire la trasparenza nella pubblicazione di un riepilogo dettagliato del contenuto utilizzato per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale a uso generale. Questo potrebbe semplificare il processo per gli editori di notizie che desiderano ottenere una remunerazione equa per l’uso dei loro contenuti protetti.

L’autorità della concorrenza ha anche sottolineato altre carenze nella negoziazione di Google con gli editori di notizie francesi, come la mancanza di trasparenza nelle informazioni fornite per il calcolo dei pagamenti e la discriminazione nell’imporre una soglia minima per la remunerazione. Google ha accettato di non contestare le conclusioni dell’autorità, segnando la fine di questa lunga disputa legale.

Syrus

Exit mobile version