Il governo indonesiano ha recentemente annunciato una nuova regolamentazione che richiederà alle piattaforme digitali, tra cui Facebook e Google, di condividere i ricavi con i media locali che forniscono loro contenuti. Questo schema è simile a quello già adottato in Australia e Canada, ma è importante considerare le implicazioni e l’efficacia di tali politiche.
L’annuncio dell’Indonesia
Secondo un articolo di Reuters, il presidente indonesiano Joko Widodo ha approvato una nuova regolamentazione che richiede alle piattaforme digitali di pagare i media locali per i contenuti forniti. La regolamentazione suggerisce che la cooperazione tra le piattaforme digitali e le aziende mediatiche potrebbe avvenire attraverso il pagamento di licenze o la condivisione dei dati degli utenti delle notizie. Sarà inoltre costituito un comitato per garantire che le piattaforme digitali rispettino le loro responsabilità nei confronti delle aziende mediatiche.
Questa proposta riflette un trend internazionale in cui i governi cercano di ridistribuire i ricavi delle piattaforme digitali verso i media locali. Tuttavia, è importante considerare i risultati di simili regolamentazioni in altri paesi, come Australia e Canada, per valutare l’efficacia di tali politiche.
L’esperienza australiana
In Australia, il governo ha proposto una struttura di condivisione dei ricavi che avrebbe obbligato Facebook a pagare per i contenuti delle notizie condivisi all’interno delle sue app. Meta, la casa madre di Facebook, ha risposto bloccando temporaneamente i contenuti dei media australiani dalle sue app. Successivamente, sono stati raggiunti accordi che hanno portato alla redistribuzione di oltre 200 milioni di dollari australiani ai media locali. Tuttavia, Meta ha lavorato attivamente per ridurre la presenza di contenuti di notizie nelle sue app, riducendo così i pagamenti successivi ai media locali.
L’esperienza canadese
Il Canada ha seguito l’esempio dell’Australia e ha implementato una legislazione simile per obbligare le piattaforme digitali a pagare per i contenuti delle notizie. In risposta, Meta ha bloccato i contenuti dei media canadesi dalle sue app, causando una significativa perdita di traffico e ricavi per gli editori canadesi. Questa situazione evidenzia la sfida che i governi affrontano nel cercare di imporre tariffe sui contenuti delle notizie, quando le piattaforme digitali hanno un potere contrattuale significativo.
La posizione di Meta
Meta ha sottolineato che i contenuti delle notizie non rappresentano una parte significativa dei suoi servizi e che si sta sempre più concentrando sugli algoritmi di raccomandazione per il contenuto. Questo ha ridotto la dipendenza di Meta dai contenuti dei media e ha ridotto il potere contrattuale dei media che cercano una parte dei ricavi di Meta. Recentemente, Meta ha anche annunciato piani per rendere il contenuto politico un’opzione facoltativa per gli utenti, sottolineando ulteriormente il suo allontanamento dai media tradizionali.
Le implicazioni per i media locali in Indonesia
L’implementazione di un simile schema in Indonesia potrebbe avere conseguenze significative per i media locali. Mentre l’obiettivo di redistribuire i ricavi delle piattaforme digitali verso i media locali è lodevole, è importante considerare le dinamiche del mercato e il ruolo delle piattaforme digitali nella distribuzione delle notizie. Le piattaforme come Meta hanno acquisito un’enorme influenza nel settore delle notizie, e le politiche che cercano di imporre tariffe sui contenuti delle notizie potrebbero portare a una riduzione della presenza dei media locali su tali piattaforme.
Inoltre, è importante considerare come i media locali si adatteranno a un ambiente in cui le piattaforme digitali riducono la loro dipendenza dai contenuti delle notizie. I media locali dovranno sviluppare strategie alternative per raggiungere il loro pubblico e generare entrate, adattandosi ai cambiamenti nel panorama dei media digitali.

