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La machine learning di Google ha fatto rivivere i capolavori di Klimt persi nel tempo

La mostra online Klimt vs. Klimt, fruibile su Google Arts&Culture, offre ai partecipanti una panoramica delle opere perdute dell’artista austriaco. Opere perdute, completamente ricolorate, ora riproposte virtualmente, grazie alla tecnologia del machine learning di Google di “un’applicazione unica di realtà aumentata” e alla 3D Pocket Gallery. In questo modo, gli spettatori potranno ammirare le opere di Klimt, entrare nel suo studio, conoscere la sua arte, la sua storia e la sua personalità. I dipinti dell’artista austriaco si mescoleranno agli “highlights”, estrapolati dalle collezioni di più di 30 siti culturali di tutto il mondo. Infatti, la mostra virtuale su Gustav Klimt è stata possibile grazie alla partnership tra tra Google Arts & Culture e oltre 30 partner e istituzioni, tra cui il Belvedere, l’Albertina, la Klimt Foundation, il Metropolitan Museum of Arts, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Civica d’Arte e la Ca Pesaro di Venezia. Inoltre, più di 60 tele del pittore austriaco sono state immortalate in altissima risoluzione, grazie all’Art Camera di Google.

Facendo ricorso al machine learning, la cui architettura si basa sull’Intelligenza Artificiale, con il supporto delle competenze messe in campo dal Dottor Franz Smola, esperto di livello internazionale di Gustav Klimt, la squadra di Google Arts & Culture Lab ha fatto rivivere i quadri del pittore austriaco, insieme alle strutture e alla colorazione originale, usate dall’artista. E, per la prima volta, le persone potranno ammirare le opere d’arte nella loro versione originale, proprio come erano state pensate e realizzate.
Proprio Franz Smola ha commentato il lavoro svolto in collaborazione con Google Arts & Culture e ha affermato: “Sono profondamente colpito dalle fantastiche immagini scattate con la Art Camera di Google. Ti permettono di esplorare veramente un’opera d’arte, di saltare nella sua applicazione di consistenza e colori e di scoprire ogni dettaglio nel modo più semplice possibile”. Ed esaltando il machine learning Google e la 3D Pocket Gallery, Smola ha aggiunto: “Mi piace anche come la tecnologia permetta di dare vita a idee che sono sempre state solo ipotetiche”, sottolineando come “il progetto stesso ha aperto molte nuove prospettive e processi creativi”. Evidenziando che “il progetto <<Klimt vs. Klimt>> usa principalmente strumenti visivi e non verbali per trasmettere il lavoro dell’artista”, si è detto sicuro che il pittore avrebbe apprezzato l’ammirazione di spettatori da tutto il mondo, attraverso la mediazione del World Wide Web. Infatti, per fruire, esplorare ed ammirare la mostra virtuale “Klimt vs. Klimt”, realizzata con il machine learning di Google, sarà sufficiente collegarsi al sito g.co/klimtvsklimt o effettuare il download gratuito dell’applicazione gratuita di Google Arts & Culture su sia su iPhone iOS che su smartphone Android.

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