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L’AI entra nei premi Pulitzer: una svolta nel giornalismo

Cinque dei finalisti del Pulitzer di quest'anno sono basati sull'Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre più diffusa nel giornalismo. Quest’anno, per la prima volta, il Pulitzer ha richiesto agli autori finalisti di rivelare l’uso di AI nelle loro opere. Cinque dei 45 finalisti hanno, infatti, utilizzato l’AI.

Il consiglio del Pulitzer ha deciso ciò dopo aver discusso a lungo sulle applicazioni e implicazioni etiche dell’AI nel giornalismo. Hanno esaminato questioni come diritto d’autore, privacy e bias con l’aiuto di esperti. L’obiettivo è comprendere rischi e opportunità dell’Intelligenza Artificiale nella produzione di notizie.

Anche i Premi Polk valutano nuove politiche sull’AI

I Premi George Polk, un prestigioso riconoscimento giornalistico, stanno valutando come adattare le regole del concorso a un’industria sempre più integrata con l’Intelligenza Artificiale. Sebbene sia troppo tardi per apportare modifiche al ciclo di quest’anno, John Darnton, curatore dei premi Polk, ha dichiarato che l’organizzazione inizierà a sviluppare formalmente una politica di divulgazione dell’Intelligenza Artificiale questa primavera, dopo la presentazione dei premi di quest’anno.

I premi Polk si interrogano sul fatto che l’Intelligenza Artificiale generativa sia coerente con lo spirito del riconoscimento, che premia “non le organizzazioni di notizie o gli editori, ma i reporter investigativi stessi”. Il premio prende il nome da George Polk, un giornalista ucciso nel 1948 durante la guerra civile greca, ed è stato istituito per riconoscere la natura intraprendente dei reporter investigativi per il loro lavoro che richiede perseveranza e ingegnosità.

Sfide per l’AI

Durante la cerimonia annuale dei premi Polk, i vincitori vengono invitati sul palco per parlare del rigoroso processo investigativo e delle conseguenze delle loro storie, spesso arricchite da aneddoti emozionanti sulle interazioni con le fonti. Darnton ha sottolineato che l’Intelligenza Artificiale generativa potrebbe non essere in grado di cogliere le sfumature della malevolenza aziendale con la stessa abilità dei giornalisti umani, prendendo come esempio uno dei vincitori di quest’anno, un’indagine congiunta tra il Pittsburgh Post-Gazette e ProPublica sulle accuse di occultamento dei reclami relativi a dispositivi medici da parte dell’azienda Philips.

Tuttavia, Darnton e i premi Polk non escludono completamente l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Al momento, Darnton propende per richiedere ai partecipanti di indicare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle loro lettere di presentazione e specificare in che misura è stato utilizzato. In questo modo, i giudici possono esaminare ogni candidatura caso per caso, invece di imporre una regola generale per tutti.

La flessibilità e l’apertura dei premi Polk derivano dalla loro tradizione di riconoscere il lavoro non convenzionale, che includeva già in passato il “computer assisted reporting”. In effetti, i premi Polk hanno riconosciuto il lavoro pubblicato su siti web e reportage audio prima dei premi Pulitzer.

Le prospettive future

Tuttavia, l’industria nel suo complesso potrebbe impiegare del tempo per modificare le politiche dei premi a causa della rapida evoluzione del panorama dell’Intelligenza Artificiale. Le nuove sviluppi del caso di New York Times contro OpenAI o il rilascio di nuovi strumenti come il generatore di video Sora di OpenAI potrebbero impedire alle organizzazioni di stabilire regole rigide.

Inoltre, c’è sempre la questione se assegnare premi a lavori prodotti con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale significhi attribuire alla tecnologia un merito maggiore di quanto sia dovuto. Per i premi che enfatizzano il sacrificio umano dietro la reportistica, questa sarà una sfida da affrontare.

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