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Metaverso, cos’è e perché Facebook ha deciso di investire 50 milioni

Facebook mette in campo 50 milioni per lo sviluppo del suo “Metaverso”, un mondo digitale, che Mark Zuckerberg, nei scorsi mesi, ha definito come “un insieme di spazi virtuali in cui puoi agire e che puoi esplorare con altre persone che non si trovano nel tuo stesso spazio fisico”. Sarà “Xr Programs and Research Fund” l’istituto che gestirà i finanziamenti per lo sviluppo del Metaverso di Facebook. Finanziamenti che, stando a quanto riferito dalla società di Zuckerberg, saranno investiti, nel prossimo biennio, in “programmi e ricerca esterna”. Secondo il social network, in futuro, il Metaverso consentirà “di uscire con gli amici, lavorare, giocare, imparare, fare acquisti, creare e altro ancora”, evidenziando, tuttavia, che “non si tratta necessariamente di trascorrere più tempo online: si tratta di rendere più significativo il tempo che trascorri online”.

Sviluppo è la parola chiave che guida le strategie di Facebook, affinché questi diventi “un’azienda del Metaverso”, che si inserisce in un “internet incarnato”, in grado di mescolare realtà e virtualità come mai accaduto prima. Ed è stato ancora, il fondatore Mark Zuckerberg che, parlando del progetto Metaverso di Facebook, ha dichiarato che “una buona visione per il Metaverso non è quella che costruisce un’azienda specifica”, ma quella che gode di un “senso di interoperabilità e portabilità”. Ma, ha ammonito ancora Zuckerberg, “proprio come Internet, il Metaverso esiste indipendentemente dal fatto che Facebook sia presente o meno”.

L’investimento di 50 milioni che Facebook ha messo in campo per lo sviluppo di Metaverso consentirà al social di collaborare con esperti in diversi campi, analizzando le criticità e le occasioni che si trovano all’interno del Metaverso stesso, come “l’interoperabilità tra i servizi e le varie sfide relative ai diritti umani, alle comunità dei diritti civili e all’inclusione”. Infatti, Facebook ha annunciato che “attraverso questo fondo, collaboreremo con partner del settore, gruppi per i diritti civili, governi, organizzazioni non profit e istituzioni accademiche per determinare come costruire queste tecnologie in modo responsabile”. Inoltre, l’azienda ha specificato alcuni comparti in cui opererà e le partnership create, che includeranno: opportunità economiche, riservatezza, sicurezza e integrazione, equità e inclusione. In particolare, negli Stati Uniti, supporteranno il programma, almeno all’inizio, l’Organizzazione degli Stati americani. Ma il Metaverso di Facebook ha trovato sostegno anche in Africa, con Africa No Filter, Electric South e Imisi3D. In Europa, invece, c’è un progetto di partnership con Women In Immersive Tech, in Asia con la Seoul National University, l’Università di Hong Kong e il Center for Technology, Robotics, Artificial Intelligence & the Law della National University of Singapore presso la Facoltà di Legge.

Facebook si dice consapevole che lo sviluppo del progetto potrebbe richiedere almeno un 10 – 15 anni per l’effettiva realizzazione. E, infatti, il vicepresidente dell’azienda, Nick Clegg, confermando la prospettiva, in un’intervista al portale The Verge, ha definito “un inizio” la ricerca per lo sviluppo del Metaverso di Facebook.

 

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