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Olimpia Bolla racconta Driveby, app per una guida responsabile

Olimpia Bolla racconta Driveby, app per una guida responsabile

30/04/2021 0 By Redazione

Oggi abbiamo il piacere di ospitare Olimpia Bolla, una delle co-ideatrici di Driveby, un’applicazione che nonostante non sia ancora sbarcata negli stores, può vantare una lunga storia alle spalle. Driveby infatti rappresenta la “terza vita” di Smartphoners, applicazione già presente negli stores e scaricata da oltre 40K utenti a cui è poi seguita Smartphoners Network Driveby è un progetto dalla forte vocazione sociale, si pone infatti come obiettivo quello di impattare in modo determinante e positivo sul dramma degli incidenti stradali, sensibilizzando gli automobilisti ad una guida sempre più responsabile e sicura. In che modo? Premiando gli automobilisti virtuosi che, durante la guida, non si distraggono con l’utilizzo del cellulare. 

L’applicazione infatti, attraverso una sofisticata tecnologia, è in grado di monitorare il corretto uso del cellulare, stabilendo se un automobilista, durante la guida, ne fa o meno uso.  Per ogni chilometro effettuato senza “toccare” il cellulare, l’automobilista viene premiato con punti/buoni messi a disposizione da un network di aziende affiliate che diventano così veri e propri “amplificatori di virtuosità”.  Il progetto è di certo ambizioso, innovativo ed in continua evoluzione ma l’ottimo successo già riscosso dalle prime versioni dell’applicazione non fa che ben sperare per il futuro. 

Parliamone più approfonditamente con Olimpia 🙂 

Ciao Olimpia, grazie innanzitutto per la tua disponibilità ed il tuo tempo. Iniziamo subito con una domanda di largo respiro. Driveby è… ? 

“Come hai accennato nelle presentazione Driveby è una app di forte contenuto sociale, ma è anche la naturale evoluzione delle esperienze precedenti, e vuole accendere un faro, e dare un contributo nella soluzione di una problematica che affligge giovani conducenti e non solo. Ha anche l’ambizione di essere uno strumento importante per le aziende nella comunicazione con i loro clienti”. 

Driveby sarà sostanzialmente una versione migliorata delle già molto apprezzate Smartphoners e Smartphoners Network. Quali sono le novità rispetto a queste applicazioni? 

“Le novità oltre ad essere di natura grafica, e nel flow di utilizzo , avendo noi sempre come obiettivo la soddisfazione dei nostri utenti, introduce anche la novità del controllo dello stile di guida finalizzato alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte dei conducenti”.

Come è nata l’idea di sviluppare un’applicazione che puntasse alla sensibilizzazione del guidare responsabilmente? 

“Ero in viaggio da sola in autostrada , ed ho rischiato un bruttissimo incidente distraendomi dalla guida nel tentativo di rispondere ad un sms. Questo episodio mi ha fatto riflettere su quanto sia facile distrarsi con il telefono  e togliere gli occhi dal volante. Ne ho parlato con degli sviluppatori , e cosi alla fine  del 2016 è nata la App Smartphoners”. 

Con Smartphoners Network avete dato il via alla creazione di una community virtuosa, coinvolgendo anche le grandi aziende. Driveby manterrà questa filosofia? In che modo coinvolgerete le aziende in futuro? 

“Il tentativo è quello di mantenere intatta la nostra filosofia, rimanendo sempre all’ascolto delle indicazioni che arrivano dai nostri utenti e dalle aziende”.

Smartphoners prevedeva anche la cessione in white label della tecnologia alle aziende. Driveby manterrà questo asset? E quali sono i vantaggi che un’azienda può trarre da questa integrazione nel proprio brand? 

“Il nostro modello di business prevede anche la cessione di utilizzo in white label,e vorremmo mantenere anche questa soluzione. I vantaggi per l’azienda di questo tipo di integrazione fondamentalmente è quello di fare leva sulla propria customer base esistente generando una fidelizzazione  maggiore al brand”.

Il vostro progetto è stato riconosciuto come uno dei più apprezzati in termini di Social Corporate Responsability. Ti va di spiegare ai nostri lettori cosa significa questo parolone e inoltre, quanto conta per voi l’aspetto etico in un progetto imprenditoriale?

“Rispondo subito dicendo che l’aspetto etico e sociale nel nostro progetto sono e rimangono il cuore dell’operazione Driveby. Detto questo abbiamo voluto dare un significato pratico a quello che tu hai definito effettivamente parolone, in quanto troppo spesso usato fuori luogo e solo come specchietto per le allodole. Driveby ha l’ambizione di essere un effettivo strumento di social corporate Responsability misurando i comportamenti individuali, che poi sono quelli che fanno la differenza, dandogli anche un valore economico anche in termini di risparmio di costi sociali”.

Il vostro è un team formato da sole donne: un caso o una scelta? In quanto donne, avete incontrato diffidenza o difficoltà nello sviluppo e lancio del vostro progetto o possiamo dire che anche in Italia, finalmente, il pregiudizio sta lasciando il posto alla competenza? 

“Il nostro team è prevalentemente composto da donne. Io come Ceo mi sono trovata spesso nei contest ad essere l’unica donna a presentare una start up. E  questo è stato un gran motivo di orgoglio, e devo dire di essere stata molto apprezzata  e rispettata dai miei competitor. In Italia ci sono donne molto competenti che si stanno facendo strada, e ci auguriamo che la nostra start up possa dare un esempio a qualsiasi giovane donna voglia intraprendere un cammino imprenditoriale”.