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Secondo un’inchiesta di Repubblica Facebook e Twitter ignorano la maggior parte delle segnalazioni di fake news

Facebook e Twitter hanno ignorato la segnalazione effettuata da NewsGuard e non hanno evitato la diffusione di 43 account che hanno continuato, in modo indisturbato, a diffondere fake news e contenuti fuorvianti sulla pandemia. I profili segnalati da NewsGuard sono stati 85, ma oltre la metà ha proseguito con la pubblicazione di contenuti pericolosi, senza alcuna azione concreta da parte delle piattaforme social. All’incirca un quarto di questi account ha visto incrementare la sua fama, guadagnando, nel corso del tempo, oltre un milione di follower e “mi piace”.

La notizia è stata diffusa dal quotidiano “La Repubblica”, che ha portato avanti un’inchiesta in proposito. Dallo studio è emerso che i contenuti fake, condivisi dai profili segnalati da NewsGuard nell’aprile 2020, attivi ancora oggi su Facebook o Twitter, riportavano affermazioni di questo genere:  “Il Covid non esiste”; “Bill Gates ha annunciato che i vaccini contro il Covid avrebbero provocato 700.000 morti”; “La tecnologia 5G è collegata alla diffusione del Covid”; “Il Covid è stato previsto in una simulazione”; “La vitamina C può prevenire il Covid”; “Il Covid è un'<<arma biologica creata in un laboratorio militare americano>>”; “Le persone sane <<non subiscono danni>> dal Covid”; “I vaccini contro il Covid hanno una tecnologia di tracciamento con microchip finanziata da Bill Gates”.

Dopo un anno, l’inchiesta portata avanti dal quotidiano La Repubblica ha rilevato che, dei 26 account Twitter segnalati da NewsGuard, 13 erano ancora in funzione nel novembre 2021, 10 addirittura hanno segnalato un +358.927 nuovi follower. Sul versante Facebook, invece, dei 59 account segnalati da NewsGuard, 31 erano ancora attivi e 9 hanno ottenuto 718.000 nuovi like. Pertanto, mettendo insieme i dati rilevati dagli account Facebook e Twitter che hanno pubblicato contenuti fake sulla pandemia, è possibile notare come siano cresciuti, ottenendo complessivamente 1.076.927 tra nuovi like e follower dall’aprile 2020. Cinque account Facebook e un account Twitter inseriti nello studio effettuato da NewsGuard nello stesso periodo non sono stati considerati in questi risultati, perché hanno smesso autonomamente di diffondere contenuti fuorvianti sul COVID – 19.

Twitter ha eliminato il 50% degli account segnalati, a fronte del 47,5% fatto registrare da Facebook. Ma i profili rimasti attivi sul social dell’uccellino hanno visto crescere il loro successo del 23,7%, rispetto al 3,9% rilevato da quello gestito da Mark Zuckerberg. Inoltre, le due piattaforme hanno messo in campo strategie di natura diversa, a seconda del paese di origine degli account; Facebook, poi, non fornisce spiegazioni in relazione alla sua attività, in quanto non illustra mai le motivazioni per cui alcune pagine vengono rimosse, mentre altre continuano ad essere attive.

L’inchiesta diffusa dal quotidiano La Repubblica e fornita dal NewsGuard sembra richiamare altri due report, sempre messi a disposizione dallo stesso programma, ma realizzati nell’ottobre 2021 per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e inviati anche ad altre ONG, autorità sanitarie, autorità di regolamentazione e funzionari governativi in Europa e negli Stati Uniti. Gli studi hanno rilevato che almeno 20 profili, noti per la loro attività di diffusione di contenuti fake sul COVID o sui vaccini, avevano conquistato 370.000 follower in un anno. Inoltre, le stesse ricerche hanno evidenziato che, nel settembre 2021, la piattaforma di condivisione video TikTok “forniva disinformazione sui vaccini a bambini di 9 anni senza che questi seguissero alcun account o utilizzassero la barra di ricerca”.

Questi dati mettono in luce la continua tolleranza delle piattaforme social nei confronti della diffusione incontrollata di fake news e contenuti fuorvianti, dimostrando anche la scarsa trasparenza con cui continuano la loro attività di “fact-checking” e soppressione dei contenuti. Nell’ottobre 2021, inoltre, la “talpa” ed ex dipendete di Facebook, Frances Haugen, aveva diffuso le informazioni sui tanti studi che la piattaforma di Zuckerberg aveva condotto sulla campagna fake legata al COVID-19 e ai vaccini, che si era realizzata sul social. E, benché Facebook ne avesse preso consapevolezza, anche di fronte alle esortazioni di specialisti, esperti e membri appartenenti al governo Biden, la piattaforma non ha agito e ha continuato a tenere nascosti i dati.

Inoltre, non c’è chiarezza sui criteri attraverso i quali le piattaforme social procedano con la rimozione dei contenuti e sul perché alcuni account restino attivi anche se diffondono le stesse fake news di profili che, invece, vanno incontro alla chiusura. Tuttavia, rimuovere i contenti appare come una strategia fine a sé stessa, che non sortisce gli effetti sperati. Pertanto, i social potrebbero avvisare i loro utenti dei contenuti fake disseminati nei vari post, segnalando i profili e le pagine con l’etichetta di “diffusori di disinformazione”. In questo modo, i lettori e gli utenti potrebbero contare su informazioni aggiuntive, grazie alle quali poter costruire una coscienza critica che li aiuti a distinguere le pagine con contenuti affidabili da quelle che, invece, fanno solo disinformazione.

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