Blockchain e la criptovaluta: una vera innovazione per il sistema economico mondiale

Blockchain e la criptovaluta: una vera innovazione per il sistema economico mondiale

07/11/2019 0 Di Redazione

Considerata una valida alternativa alle banche dati e ai registri controllati da autorità centrali autorizzate (pubbliche amministrazioni, banche…) e grazie alle sue peculiarità, la Blockchain si è ritagliata un ruolo sempre più di spicco dal punto di vista della sicurezza, affidabilità e trasparenza. Blockchain, letteralmente, significa “catena di blocchi” e rappresenta un’entità usata per memorizzare un insieme di dati nella memoria del computer; dunque, una struttura di dati condivisa, ma immodificabile. Inoltre, il suo contenuto non si può eliminare, a meno che se non si decida di annullare l’intera struttura È organizzata come un registro digitale, che pianifica le voci contenute in blocchi, collegati tra loro secondo un ordine cronologico e protetti attraverso un sistema di crittografia, che ne ostacola la comprensione e l’intelligibilità a soggetti non autorizzati.

La Blockchain è considerata alla stessa stregua di un registro pubblico di informazioni decentralizzato, accessibile attraverso una semplice connessione ad internet. Avendo la medesima struttura di un registro pubblico, consente di entrare nel web ed effettuare velocemente operazioni da ogni parte del globo, in modo istantaneo e senza l’ausilio degli agenti intermediari, che rappresentano i garanti delle transazioni. Infatti, la garanzia del sistema è assicurata dal criterio secondo il quale la transazione viene registrata soltanto dopo un accertamento reale della sua validità. Le informazioni e i registri sono pubblici, così non attaccabili dai pirati informatici ed esenti dal rischio di sbagli, inesattezze o manipolazioni. Le tecniche che la caratterizzano afferiscono alla più grande famiglia delle Distributed Ledger, equivalente alla tecnologia Blockhain, poiché ne sottolinea la struttura simile a quella di un “Libro Mastro”, il consueto registro della contabilità, in cui sono raccolti i mastrini di un sistema contabile. Ovviamente il libro contabile di questa catena di blocchi è tutto in digitale e riporta tutte le informazioni sulle transazioni in corso. Libro digitale distribuito, poiché non centralizzato e, dunque, spalmato su differenti database e server, collegati tra loro come “nodi” di una rete. Le informazioni di questo libro mastro digitale subiscono un aggiornamento solo in seguito alla verifica e all’approvazione delle singole operazioni. La storia della Blockhain è abbastanza recente e risale al 2008, grazie all’ingegno di Satoshi Nakamoto, nome d’arte del suo inventore, di cui ancora oggi si ignora la reale identità.

Allo stesso Satoshi si deve l’invenzione della cripto valuta Bitcoin, un sistema di pagamento mondiale, per cui il sistema Distributed Ledger doveva servire da libro mastro digitale. L’anno successivo la criptovaluta, da poco inventata, venne usata per il primo acquisto della storia; il primo prodotto comprato non poteva essere che del cibo. Una pizza per essere precisi. La più conosciuta è diffusa è, appunto, il Bitcoin, che ha rivoluzionato e innovato l’economia globale, portando innovazioni nel settore finanziario. La parola criptovaluta è formata da due termini: cripto e valuta, perché identifica l’esistenza di una valuta accessibile soltanto da chi dispone dei codici informatici adeguati. Essa non ha una consistenza fisica, né tantomeno è reale, poiché si può creare soltanto attraverso il Web; tuttavia, può avvenire uno scambio tra gli utenti, nel caso in cui esso si realizzi secondo la modalità peer – to – peer, cioè tra due dispositivi in assenza di intermediari.

Lo scambio può comportare l’acquisto di beni e servizi e, dunque, la criptovaluta può essere usata come fosse una reale moneta in corso di validità. Inoltre, ha un’altra caratteristica importante: il Bitcoin è una moneta virtuale bidirezionale, perché può essere soggetta a facile conversione con le più importanti valute presenti nel mondo fisico, consentendo ovviamente anche l’operazione contraria. Ovviamente, è importante sottolineare come la criptovaluta non abbia valore legale in nessuna parte del mondo, è creata direttamente dall’ente emittente e non da enti centrali governativi. Inoltre, non dispone della caratteristica di unità di conto, come per una moneta realmente esistente, poiché troppo intangibile; tuttavia, più la criptovaluta sarà usata per effettuare transazioni di beni e servizi, più il suo valore sarà alto, poiché ne viene creata una quantità limitata, data la riduzione nel tempo del suo valore. Naturalmente tutti possono cimentarsi nella loro creazione, attraverso un particolare sistema, l’Initial coin offering (ICO), lanciato per sostenere direttamente le iniziative imprenditoriali. L’ICO permette, infatti, di mettere in circolazione coin o token digitali, sostituendo le azioni nel mercato fisico. Grazie all’exchange platform, una piattaforma di scambio ovviamente digitale, le criptovalute possono essere acquistate o vendute. Naturalmente questo sistema implica vantaggi, ma espone il fruitore a rischi importanti. Il vantaggio di una criptovaluta risiede nella sua efficienza e velocità nel realizzare ogni transazione; inoltre, grazie alla sua volatilità è esente dall’azione degli incentivi.

Tuttavia, proprio la garanzia dell’anonimato e l’intangibilità della valuta potrebbero agevolare il riciclaggio del denaro sporco, le truffe e le attività losche. La valuta digitale potrebbe, dunque, favorire lo sviluppo delle azioni poco pulite di chi vuole usare questo metodo per transazioni poco virtuose e lodevoli. Infine, è importante sottolineare come sia difficile attivare un sistema legislativo adeguato al fine di regolamentare un sistema così vasto e sfuggente. Obiettivo che anche le politiche economiche fanno fatica a tenere sotto controllo.