Intervista a Tommaso Barbieri, COO di TomaPaint

Intervista a Tommaso Barbieri, COO di TomaPaint

19/07/2022 0 By Rosy Chianese

Intervista a Tommaso Barbieri, COO di TomaPaint, la startup green che produce una bioresina che rivoluziona il settore degli imballaggi metallici per alimenti.

Abitualmente i contenitori metallici per alimenti sono protetti internamente ed esternamente da una vernice che deriva dal petrolio, che, nonostante risponda a severe legislazioni sia nazionali che europee, presenta il rischio di contaminazione con sostanze chimiche, pericolose per la nostra salute. A risolvere questa importante problematica ci ha pensato TomaPaint! Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è TomaPaint

TomaPaint è una startup green che si pone l’obiettivo di rivoluzionare il settore degli imballaggi metallici per alimenti, attraverso l’industrializzazione e la commercializzazione di una bioresina naturale ottenuta dai sottoprodotti della lavorazione industriale dei pomodori.

La bioresina sarà il componente principale di una biovernice destinata all’applicazione sulle superfici interne ed esterne di lattine e barattoli metallici per alimenti, offrendo così un’alternativa ecologica alle tradizionali vernici a base di petrolio e portando benefici all’ambiente e alla salute dei consumatori.

TomaPaint si rivolge al mercato dei produttori di vernici per scatole metalliche alimentari e vende la propria bioresina direttamente ai produttori. I mercati delle resine per vernici e del biologico del Food&Beverage, che valgono già molte centinaia di milioni di Euro, sono in crescita e TomaPaint è pronta a dare il suo contributo a questi settori.

Per saperne di più abbiamo intervistato Tommaso Barbieri, COO di TomaPaint.

 Ciao Tommaso, grazie mille per questa opportunità è davvero un piacere conoscerti. Raccontaci qualcosa in più su TomaPaint.

Siamo una startup innovativa nata a Parma nel 2019. Operiamo nel settore dell’economia circolare valorizzando gli scarti dell’industria di trasformazione del pomodoro, dai quali otteniamo una bio-resina naturale. La resina ha diverse applicazioni in vari settori: il primo sul quale ci eravamo focalizzati è quello dell’imballaggio metallico per alimenti, ma stiamo lavorando anche con aziende di settori quali imballaggi in carta per alimenti, vernici per legno, cosmetica, giardinaggio, bioplastiche, pannoloni per adulti e bambini, ecc.
Il processo di estrazione della bioresina dalle bucce di pomodoro è coperto da brevetti e lo abbiamo appena industrializzato realizzando un impianto.

Come e quando è nata l’idea di TomaPaint?

Una decina di anni fa Angela Montanari, CEO, Responsabile scientifico e cofondatrice di Tomapaint, ha trovato casualmente nel centro di ricerca dove lavorava all’epoca un brevetto degli anni ‘30 per l’estrazione della cutina (la sostanza che permette di ottenere la resina) dalle bucce di pomodoro. L’idea innovativa è stata quella di ripensare la ricerca in chiave di economia circolare vista la quantità di scarti prodotti nelle nostre zone. Da lì sono stati portati avanti progetti finanziati dalla Commissione Europea che hanno permesso di sviluppare la ricerca a livello di laboratorio prima, di scalare a livello industriale poi, fino alla fondazione della startup e la realizzazione dell’impianto industriale. 

In che modo avete lanciato la vostra startup? Vi siete avvalsi di campagne di crowdfunding?

Abbiamo vinto dei bandi che ci hanno permesso di parteciapare ad Accelerator per startup come quelli della regione Emilia Romagna, di Unindustria Reggio Emilia, l’EIC Accelerator della Commissione Europea e Terranext.

Perché investire in TomaPaint?

Siamo una startup in fase abbastanza avanzata (stiamo per raggiungere TRL8), con un impianto industriale operativo, 3 brevetti , una rete di potenziali clienti ben avviata e potenziali partner con cui replicare l’impianto in altre aree “del pomodoro”. La nostra resina è una “materia prima” che può permettere ad aziende di diversi settori di migliorare le performance dei propri coating e di renderli più sostenibili e più sicuri per il consumatore. Dai consumatori stessi arriva la necessità di utilizzare del packaging più sostenibile e sicuro e questa necessità sta iniziando ad essere assecondata anche a livello legislativo dalla Commissione Europea.

Quali sono i principali vantaggi della biovernice che utilizzate per gli imballaggi alimentari?

La nostra resina è prodotta a km0, valorizza gli scarti e riduce gli sprechi oltre a essere completamente naturale. Permette quindi di formulare vernici più sostenibili e sicure per il consumatore. Ha il vantaggio che può essere applicata sulla stessa linea industriale su cui si applicano le resine sintetiche standard utilizzate oggi.

Che progetti avete per il futuro?

L’intenzione è quella di produrre e vendere la resina, replicare l’impianto e vendere le licenze in Italia e all’estero. Stiamo anche lavorando per valorizzare gli scarti del nostro processo (quindi gli scarti degli scarti): le bucce che non contengono cutina possono essere utilizzate come filler per bioplastiche, mentre i semi che separiamo dalle bucce prima del trattamento possono essere usati per produrre oli o biocombustibili.

Curiosità: tra le startup italiane premiate dalla UE nell’ambito del Green Deal c’è anche TomaPaint. Quanto è stato importante per voi ricevere questo premio?

Fondamentale. Grazie all’EIC abbiamo ottenuto i fondi per lavorare, costruire l’impianto, e in generale coprire tutte le spese necessarie. L’EIC ci ha dato anche grande visibilità in Europa: molte importanti aziende interessate alla resina hanno saputo di noi e ci hanno contattato.

Credits: 

https://www.tomapaint.com/