L’Italia è il primo Paese europeo per spaccio di documenti falsi sul dark web

L’Italia è il primo Paese europeo per spaccio di documenti falsi sul dark web

150 persone arrestate in diversi Paesi Europei, Italia compresa, con “l’accusa di essere coinvolte in transazioni di beni illegali attraverso il dark web“. L’Europol, attraverso un comunicato, ha diffuso la notizia, affermando: “L’operazione, battezzata Dark HunTOR, è consistita in una serie di azioni separate ma complementari in Australia, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti”. Nel corso di questa vasta retata, la polizia ha recuperato 26,7 milioni di euro in contanti e bitcoin, oltre a 234 kg di droga e armi. Negli Stati Uniti sono state fermate 65 persone, 47 in Germania, 24 nel Regno Unito e 4 in Italia. La retata ha chiuso l’operazione, aperta lo scorso gennaio, su iniziativa della polizia tedesca. E ha portato alla soppressione del “DarkMarket”, il più grande mercato online illegale, gestito da un australiano, che smerciava droga, carte di credito rubate e malware.

Pierguido Iezzi, Amministratore Delegato di “Swscan”, società di cybersecurity, commentando l’operazione Dark HunTor, ha affermato: “L’Italia è il paese più colpito dal commercio illegale di dati e credenziali in Europa”. Infatti, ha continuato Iezzi, “il Dark web si è trasformato in un e-commerce criminale sempre più facilmente accessibile a tutti, attirando una crescita esponenziale di nuovi utenti disponibili a queste transazioni illegali”. Proprio per questo motivo, le autorità hanno alzato la soglia dell’attenzione. Ma è aumentato anche il numero “di criminali che fanno uso di questo mercato nero”, seppur ha sottolineato Iezzi, gli stessi si sono mostrati “fortunatamente meno abili e capaci dal punto di vista digitale”.

Che l’operazione abbia coinvolto anche l’Italia, però, non deve affatto stupire, perché “solo poche settimane fa un gruppo di <<Money mule>>, collegato al riciclaggio, era stato arrestato a Genova”. Infatti, stando alla ricerca diffusa da “Swascan”, l’Italia è anche la seconda nazione al mondo a far registrare il maggior numero di casi legati al “commercio illegale di dati e credenziali”. Il cyber crime ed il dark web toccano l’Italia da una doppia prospettiva. Da un lato, il Bel Paese è teatro di arresti di criminali e trafficanti; dall’altro, “è anche bersaglio principe dei traffici di dati e credenziali rubate, oltre ad essere sempre più colpita da Cyber attacchi”. In conclusione, Iezzi, affermando che “la notizia del successo dell’operazione portata avanti dall’Europol è sicuramente ottima, ma è una goccia nel mare nel mercato del Dark web”, ha sottolineato che “proprio analizzando Genesis, uno dei marketplace più popolari per il traffico di botnet, reti di computer infetti utilizzati per sottrarre dati sensibili che Swascan ha identificato come l’Italia sia la nazione più colpita in Europa e la seconda a livello globale”.