Il disco di vetro che può contenere fino a 500 terabyte di dati
07/11/2021
Da un esperimento realizzato presso l’università di Southampton, in Gran Bretagna, è nato un nuovo strumento, utile per memorizzare una mole ancora più elevata di dati. Si tratta di un “disco di vetro nanostrutturato”, che ottimizza e consente “l’archiviazione in 5 dimensioni attraverso un particolare laser“. Esso sfrutta una velocità elevata, che si misura in femtosecondi e supera notevolmente la tecnica usata nei modelli precedenti. Inoltre, questo disco di vetro può registrare fino a 500 terabyte di dati, pari a mille miliardi di byte ed è grande quanto un CD. I ricercatori dell’università di Southampton sono stati i primi a sperimentare e lanciare questa tecnologia, che prende il nome di “archiviazione ottica dei dati in 5D”. Già nel 2016 avevano portato avanti, e con successo, un esperimento di questo genere. I risultati sono stati diffusi dalla rivista Optica, su cui è possibile conoscere qualche dato in più sulle performance offerte dal disco di vetro. Gli esperti dell’università di Southampton hanno affermato che ha la capacità di raccogliere informazioni 10000 volte superiore a quella dei supporti ottici Blu-Ray.
L’archiviazione ottica dei dati in 5D usa una tecnologica che si basa su un vetro nanostrutturato, finalizzato alla “registrazione permanente delle informazioni digitali mediante la scrittura laser a femtosecondi”. Infatti, accanto alle tre dimensioni spaziali, che permettono di collocare un punto sul vetro, ce ne sono altre due. Una è legata alla modalità con cui il laser opera per disegnare il punto, che agisce a forma di onda, l’altra inserisce l’informazione nelle nanostrutture del reticolo di vetro. Il disco è in vetro di silice e, grazie alle pulsazioni di luce del laser, punti piccolissimi si imprimono all’interno delle nanostrutture del reticolo. I punti impressi dal laser consentono l’archiviazione di dati “fino a 4 bit di informazione e, in generale, due punti corrispondono a un carattere di testo. Le strisce di punti vengono poi sovrapposte su 3 strati”, realizzando così le 5 dimensioni. La memorizzazione delle informazioni avviene in modo più veloce grazie al laser ultrarapido e al fenomeno ottico, denominato “near-field enhancement”.