Il 40% dei minori condividerebbe informazioni private su internet

Il 40% dei minori condividerebbe informazioni private su internet

Un’indagine realizzata da Kaspersky ha permesso di delineare il profilo dei minori che navigano su internet. Il sondaggio ha messo in luce opportunità e criticità del web, pericoli già noti e tendenze ancora inesplorate, per cui diventa importante che i genitori stessi acquisiscano la giusta consapevolezza per evitare danni irreversibili. In particolare, i risultati restituiti dal sondaggio mettono in luce tutti i probabili rischi che un minore potrebbe incontrare, qualora si lasci da solo davanti allo schermo di un PC o di uno smartphone, senza controllo.

Lo studio, effettuato dall’azienda russa Kaspersky, è stato commissionato da Educazione Digitale e ha coinvolto 1833 bambini tra i 5 ed i 10 anni, fascia d’età che rientra nella cosiddetta “generazione Alpha”. I risultati hanno evidenziato come il 40% degli intervistati “pur avendo ricevuto consigli e istruzioni da familiari e insegnanti circa i pericoli della rete, condividerebbe senza problemi dati e informazioni personali come indirizzo di casa, scuola e lavoro dei familiari, ad amici virtuali mai incontrati prima”. Ma, affermano dalla società russa, “il rischio che possano incorrere in malintenzionati non è solo ipotetico: il 36% ha dichiarato di aver ricevuto online proposte di giochi o sfide pericolose da parte di sconosciuti“. I bambini non hanno piena consapevolezza del pericolo e questi risultati lasciano intendere come il livello di attenzione nei confronti delle minacce esterne sia molto scarso e basso

I bambini vedono nel PC, nello smartphone e dei device elettronici un compagno di avventure, usato anche nelle esperienze di gioco condivise con gli amici. Infatti, il 55% dei bambini tra i 5 e i 10 anni ha già un dispositivo elettronico personale; il 20% ne fruisce per più di 2 ore al giorno, restando online senza alcun controllo da parte dei genitori. Proprio questo tempo risulta essere il più pericoloso. Gli esperti Kaspersky, infatti, hanno affermato che “quando è stato chiesto ai bambini se sarebbero disposti a condividere informazioni personali come <<dove vivi>>, <<dove vai scuola>> o <<che lavoro fanno i tuoi genitori>> con amici virtuali mai incontrati prima, il 40% ha affermato che risponderebbe tranquillamente <<perché un amico virtuale è pur sempre un amico>>. Il sondaggio, poi, ha evidenziato che il 18% degli intervistati, alle stesse stesse domande, “risponderebbe ma senza dare troppi dettagli” e solo il 42% si dice consapevole che queste informazioni non andrebbero mai date a persone che non si conoscono. Ma questo risultato è davvero sorprendente, poiché il 93% dei partecipanti ha dichiarato di “aver ricevuto da familiari e insegnanti tutte le informazioni necessarie circa i pericoli che potrebbero incontrare online”.

Le conseguenze di questo comportamento online da parte di bambini così piccoli sono davvero notevoli. Gli educatori di ogni livello e grado hanno un’importante fetta di responsabilità nel condurre i ragazzi a prendere consapevolezza del reale rischio che spesso i genitori trascurano. Pertanto, la scuola ha il dovere di caricarsi di quelle responsabilità ulteriori “laddove i genitori abdicano alle proprie funzioni di monitoraggio e insegnamento, perché c’è una intera generazione da mettere al sicuro da possibili rischi”, hanno concluso gli esperti di Kaspersky.