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Cina, in estate rimosse mezzo milione di pagine web

Cina, in estate rimosse mezzo milione di pagine web

Lo scorso giugno, la Cina, con il supporto di sei ministeri, ha eliminato dal web più di 400000 informazioni, definite “volgari e dannose”. Sempre nell’ambito della medesima operazione, conosciuta come “campagna di pulizia di Internet”, 4.800 siti web sono stati chiusi.

Effettuando una ricerca su Google, è stato possibile notare come la notizia sia stata diffusa solo nei giorni scorsi dall’Ufficio Nazionale contro la Pornografia e le Pubblicazioni illegali di Pechino. E lo stesso organo di controllo ha invitato altri siti internet e piattaforme ad eliminare almeno venti milioni di contenti ritenuti illeciti ed otto milioni di profili anch’essi etichettati come illegali. Raccogliendo il monito lanciato dall’Ufficio Nazionale contro al Pornografia e le Pubblicazioni Illegali di Pechino, le autorità di Jinhua, area situata nella Cina orientale, nella provincia dello Zhejiang, ha aperto un’inchiesta. Essa si è concentrata su un sito internet che diffondeva 8000 video e 500000 immagini “oscene”, in grado di raggiungere oltre 1 milione di utenti, per lo più studenti e minori. L’indagine ha portato anche all’identificazione del colpevole, un certo Jiang, ora condannato ad una pena di sei anni di detenzione.

Negli ultimi tempi, invece, la campagna di pulizia della rete ha focalizzato la sua attenzione sui “fenomeni caotici dei circoli di intrattenimento”, sulla lotta alla dipendenza dei minori dai giochi online e alle dinamiche di monopolio che sovvertono il normale andamento dei mercati. La medesima campagna, poi, sta tentando di combattere tutte quelle azioni che mettono in pericolo i diritti e gli interessi delle persone, la sicurezza dei dati e trasgrediscono “ le normative sulla gestione delle risorse e delle qualifiche”. L’iniziativa del governo cinese, conosciuta anche come “Clear and Bright”, intende combattere ed abbattere non solo con le azioni online illegali, ma anche contrastare le dipendenze causate da un eccessivo uso dei videogiochi. A tal proposito, il 30 agosto scorso, l’Amministrazione Generale della Stampa e della Pubblicazione (Nppa), l’organo cinese che ha come compito quello di effettuare un controllo nel comparto dell’editoria, ha decretato che i minori di 18 anni non potranno usare i videogiochi dal lunedì al giovedì. La loro fruizione, invece, sarà concessa solo tra le 20:00 e le 21:00 nei giorni del venerdì, sabato e domenica e non per più di tre ore a settimana. La regola vale per i giochi online, a cui gli utenti dovranno registrarsi, fornendo la loro reale identità.

Infine, secondo quanto riportato da https://www.channelnewsasia.com/international, il governo sta adottando una politica di limitazione nell’uso dei giochi online sia per combattere la “diffusione della dipendenza da videogiochi” tra i più le fasce d’età più giovani, sia per abbattere lo sviluppo di comportamenti anomali.