Il disco di vetro che può contenere fino a 500 terabyte di dati

Il disco di vetro che può contenere fino a 500 terabyte di dati

Da un esperimento realizzato presso l’università di Southampton, in Gran Bretagna, è nato un nuovo strumento, utile per memorizzare una mole ancora più elevata di dati. Si tratta di un “disco di vetro nanostrutturato”, che ottimizza e consente “l’archiviazione in 5 dimensioni attraverso un particolare laser“. Esso sfrutta una velocità elevata, che si misura in femtosecondi e supera notevolmente la tecnica usata nei modelli precedenti. Inoltre, questo disco di vetro può registrare fino a 500 terabyte di dati, pari a mille miliardi di byte ed è grande quanto un CD. I ricercatori dell’università di Southampton sono stati i primi a sperimentare e lanciare questa tecnologia, che prende il nome di “archiviazione ottica dei dati in 5D”. Già nel 2016 avevano portato avanti, e con successo, un esperimento di questo genere. I risultati sono stati diffusi dalla rivista Optica, su cui è possibile conoscere qualche dato in più sulle performance offerte dal disco di vetro. Gli esperti dell’università di Southampton hanno affermato che ha la capacità di raccogliere informazioni 10000 volte superiore a quella dei supporti ottici Blu-Ray.

L’archiviazione ottica dei dati in 5D usa una tecnologica che si basa su un vetro nanostrutturato, finalizzato alla “registrazione permanente delle informazioni digitali mediante la scrittura laser a femtosecondi”. Infatti, accanto alle tre dimensioni spaziali, che permettono di collocare un punto sul vetro, ce ne sono altre due. Una è legata alla modalità con cui il laser opera per disegnare il punto, che agisce a forma di onda, l’altra inserisce l’informazione nelle nanostrutture del reticolo di vetro. Il disco è in vetro di silice e, grazie alle pulsazioni di luce del laser, punti piccolissimi si imprimono all’interno delle nanostrutture del reticolo. I punti impressi dal laser consentono l’archiviazione di dati “fino a 4 bit di informazione e, in generale, due punti corrispondono a un carattere di testo. Le strisce di punti vengono poi sovrapposte su 3 strati”, realizzando così le 5 dimensioni. La memorizzazione delle informazioni avviene in modo più veloce grazie al laser ultrarapido e al fenomeno ottico, denominato “near-field enhancement”.

Al momento, gli studiosi dell’università di Southampton hanno inciso 5 gigabyte di dati, per un corrispettivo di miliardi di byte, sul disco di vetro nanostrutturato. Ma questo ne può memorizzare quantità, che rientrano nell’ordine di mille miliardi di byte di dati, fino a 500 terabyte. Ed, inoltre, i dati vengono riconosciuti e riletti con una precisione notevole, che tocca quasi il 100%. Il coordinatore dell’intera ricerca, Peter G. Kazansky, ha dichiarato: “Con questo sistema riusciamo a conservare terabyte di dati, che potrebbero essere utilizzati, per esempio, per preservare le informazioni del dna di una persona”.