Il Pentagono chiede a Google di tenere d’occhio la super intelligenza artificiale cinese che potrebbe ribellarsi all’uomo

Il Pentagono chiede a Google di tenere d’occhio la super intelligenza artificiale cinese che potrebbe ribellarsi all’uomo

L’Intelligenza Artificiale non è più una novità, ormai se ne parla da un bel po’, ma ciò che è sorprendente è il progresso fatto in questo campo e la velocità con cui si stanno raggiungendo ottimi risultati nella creazione di macchine sempre più all’avanguardia. Anche il genere umano si sta evolvendo insieme alla tecnologia ed è sia artefice che vittima dei cambiamenti che continua a generare. I progressi nel campo dell’AI sono talmente sorprendenti che a volte stupiscono persino coloro che ci stanno lavorando, come il caso dell’ex CBO di Google X di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Al momento, sembra che non ci sia alcuna competizione tra i diversi paesi. Per quanto gli Stati Uniti si stiano impegnando per avanzare e diventare i più forti sul mercato, non c’è alcuna sfida contro la Cina che sta progettando una super intelligenza mai vista prima. Proprio per questo motivo, l’ex CSO dell’Air Force e della Space Force degli Stati Uniti, Nicolas Chaillan, si è improvvisamente dimesso all’inizio di questo mese dichiarando al Financial Times che: gli Stati Uniti non hanno nessuna possibilità di combattere in competizione contro la Cina in 15-20 anni” quando si parla di intelligenza artificiale e cyber war. Inoltre, l’imprenditore tecnologico di 37 anni, ritiene che le difese informatiche di molte agenzie governative sono paragonabili ad un “livello di scuola materna”. Causa di questo passo indietro è anche dovuta al fatto che Google ha smesso di lavorare in collaborazione con i militari sull’AI proprio quando le aziende cinesi stavano facendo un ingente investimento in questo campo, senza neanche curarsi dell’aspetto etico delle loro azioni. 

La National Security Commission on AI, all’inizio di quest’anno ha dichiarato che la Cina è pronta a superare gli Stati Uniti come “superpotenza dell’intelligenza artificiale” del mondo. Ciò che più spaventa è che ormai l’implementazione dei sistemi basati sull’AI è molto vicino, si parla di anni non più di decenni e, tra le tante cose a cui si sta lavorando, la più pericolosa riguarda le armi autonome descritte come la terza rivoluzione bellica. 

Comunque, il radicale cambiamento a cui porterà l’AI non riguarda solo la lotta alle guerre oppure il dominio geopolitico, ma anche ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Di sicuro saranno molti gli ambiti che subiranno una profonda trasformazione, come la gestione delle aziende, il modo in cui vengono elaborate le informazioni e persino il modo in cui ci muoviamo.