Il problema dell’inquinamento del cloud sta diventando una cosa seria

Il problema dell’inquinamento del cloud sta diventando una cosa seria

Specialmente a causa del periodo pandemico c’è stato un incremento considerevole dei servizi di cloud computing. Si pensi a quante imprese, o anche singoli cittadini, abbiano fatto ricorso ai servizi cloud per poter continuare a lavorare in modo abbastanza flessibile da remoto, cioè in smart working. Ciò ha fatto diventare l’immateriale ancora più importante del materiale, evidenziando l’importanza dei servizi digitali per le nostre vite ed il nostro futuro, ormai inimmaginabile senza di essi. 

La cosa preoccupante è che il numero di dati e di utenti aumenta giorno per giorno, di conseguenza i data center che supportano la rete consumano sempre più energia. Questo perché, anche se parliamo di “dati invisibili”, dietro qualsiasi contenuto disponibile online si trova un’infrastruttura fisica composta da server, connessioni ad alta velocità e gruppi di continuità che compongono, appunto, i data server. 

Nel cloud vengono immagazzinati, elaborati e, quando richiesto, messi a disposizione tutti i nostri dati che accelerano il riscaldamento globale. Ma vediamo prima alcuni dei numerosi benefici derivanti dal cloud computing: flessibilità e accessibilità dei dati, riduzione dei costi di infrastruttura per gli utilizzatori, semplificazione amministrativa e costi proporzionali all’intensità di utilizzo. Questi servizi, nonostante abbiano un impatto ambientale di minore intensità rispetto alle attività di tipo tradizionale, hanno una forte impronte ecologica che oggi non può più essere ignorata. Basti pensare che ogni singolo video che noi scarichiamo su un qualsiasi dispositivo o che guardiamo direttamente online, ha un impatto in termini di CO2, anche se piccolo. 

I data center fanno un ricorso sempre più intenso all’energia elettrica; questo è dovuto soprattutto, dal punto di vista tecnico, al problema del raffreddamento delle attrezzature informatiche a causa del forte calore che emanano quando sono in funzione.

In un periodo storico come quello attuale, l’attenzione dei cittadini verso uno stile di vita sostenibile è crescente e le aziende non possono stare ferme a guardare l’inquinamento che aumenta. Per questo motivo, le imprese che offrono servizi basati su data center hanno deciso di investire in azioni mirate volte a migliorare l’efficienza di tali servizi ed a ridurre i consumi di elettricità ad essi collegati. Come? Anzitutto, spostando i data center in aree geografiche con temperature più rigide oppure con particolari caratteristiche come la presenza di energia geotermica. Inoltre, stanno cercando nuove modalità di combinazione tra hardware e software, puntando sia sul miglioramento delle singole componenti tecnologiche che sul design complessivo dei data center. 

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