L’Unione Europea pensa che il cloud sovrano di Google e Amazon stia diventando molto pericoloso

L’Unione Europea pensa che il cloud sovrano di Google e Amazon stia diventando molto pericoloso

Ogni giorno utilizziamo una varietà di servizi a titolo gratuito, come motori di ricerca, e-mail, Facebook, Instagram, Twitter, Google Maps, Amazon e così via. La prima cosa che percepiamo utilizzando tali servizi, non dovendo cacciare di tasca nostra del denaro, è che il tutto sia servito gratuitamente, ma in realtà non è così. Internet ha imparato nel tempo a sfruttare ogni singola informazione prodotta dagli utenti che navigano online ogni qualvolta prendono una decisione cliccando e aprendo una pagina piuttosto che un’altra oppure rispondendo ad un annuncio pubblicitario preferendolo ad altri. Operando delle scelte online, gli utenti producono dei dati che le grandi aziende riescono a elaborare tramite sofisticatissimi algoritmi per poi orientare i bisogni, le scelte di consumo e persino le decisioni politiche. Tutto questo si chiama profilazione

Da qui nasce l’esigenza dell’Europa di non voler più dipendere dagli Stati Uniti d’America per avere informazioni precise sui propri cittadini o anche solo per offrire un valido strumento per la protezione della privacy. A tal proposito, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: La battaglia che stiamo combattendo è una battaglia di sovranità […] Se non costruiamo i nostri campioni in tutti i settori – digitale, intelligenza artificiale – le nostre scelte saranno dettate da altri”. Si parla di una vera e propria “dipendenza digitale”, definita così dalla cancelliera tedesca uscente Angela Merkel, dagli Stati Uniti. Ma l’Europa non resta ferma a guardare, infatti sta cercando di dar vita ad un Cloud Sovrano in risposta ad una specifica realtà che con il passare del tempo cresce sempre di più: l’importanza della privacy dei dati a partire dal cittadino. Il Sovereign Cloud riguarda anzitutto l’economia emergente dei dati e la loro protezione, ma vuole anche abilitare il valore dei dati personali, della nazione e delle aziende. L’Europa, al momento, per avere informazioni preziose deve rivolgersi ai grandi colossi tech come Google oppure Amazon, ma vive questa realtà come una dipendenza che diventa via via più scomoda. 

Anche l’Italia reagisce in questa situazione, infatti  il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao ha da poco presentato il piano Strategia Cloud Italia che ha descritto come: “un risultato bilanciato, orientato a garantire al tempo stesso sicurezza e nuove tecnologie” che si occuperà di raccogliere tutti i dati provenienti dalle pubbliche amministrazioni italiane, in modo da riuscire a garantire maggiore sicurezza per i cittadini e prestazioni più efficienti entro il 2025.

Comunque, Google ha da poco lanciato un nuovo servizio cloud, clicca qui e scopri come funziona.