Il Responsabile per la Transizione Digitale e l’accessibilità di un sito web

Il Responsabile per la Transizione Digitale e l’accessibilità di un sito web

08/10/2021 0 By Redazione

Cercare di ridurre in poche righe un argomento tanto complesso quale l’accessibilità dei siti Web e il Responsabile per la Transizione Digitale potrebbe sembrare un’impresa ardua. Fortunatamente il mio compito non è di darvi una guida completa ma di fornirvi informazioni per consentirvi di valutare le soluzioni che una web agency qualificata o un professionista vi consiglieranno in materia. Partiamo dal concetto base: l’accessibilità di un sito web. Per legge tutte le organizzazioni, governative e non, iscritte nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) devono dotarsi di strumenti informatici (hardware e software) che consentano l’accesso a persone diversamente abili. Fra gli strumenti software sono, ovviamente, inclusi i siti web e tutti i loro contenuti. Anche se l’obbligo di legge riguarda le organizzazioni iscritte nell’IPA, la pandemia e il conseguente lockdown ci hanno dato una grossa lezione: il digitale è indispensabile per la vita economica e sociale del nostro paese e non possiamo accettare barriere tecnologiche che ne impediscano l’accesso a particolari categoria di persone diversamente abili. Se questo concetto diventa fondamentale per il mondo dei servizi pubblici, dal Ministero all’Ufficio Anagrafe Comunale, dall’Agenzia delle Entrate al Gestore dell’Acquedotto, lo è anche per il mondo del Terzo Settore e può essere una grossa opportunità per le aziende piccole e grandi che contano sul web per incrementare il loro business.

Un Sito Web Accessibile

Se da un lato la tecnologia hardware ha già, da tempo, gli strumenti per aiutare le persone diversamente abili nell’utilizzo dei computer, penso per esempio ai lettori dello schermo che traducono il testo in parole o alle tastiere braille per i non vedenti, è indispensabile che anche la struttura delle pagine del sito e i loro contenuti siano pensati e studiati in modo opportuno. Quindi, non solo una cura accurata nello studio dei colori e dei font utilizzati per garantire chi ha difficoltà con la vista di mettere a fuoco il contenuto del monitor, ma anche una cura particolare nei contenuti e nella coerenza in modo da consentire a tutti, veramente a tutti, di capire cosa deve o può fare. Parlando di contenuti non dimentichiamo che le sigle ambigue che possono avere diversi significati devono essere spiegate e che i contenuti non testuali (video e immagini) devono avere didascalie chiare e sottotitoli accurati.

Il Responsabile per la Transizione Digitale

Per gestire il passaggio dai vecchi ambienti informatici a quelli che garantiscono il rispetto delle linee guida sull’accessibilità è stata istituita la figura del Responsabile della Transizione Digitale. La figura è stata definita in modo preciso dall’Agenzia per l’Italia Digitale in base a quanto previsto dal Codice per l’Amministrazione Digitale come figura professionale che “coordina e garantisce la trasformazione digitale della PA”. Chiariamo subito che non basta una Laurea in Ingegneria Informatica o un titolo di studio equivalente per assumere il ruolo. È necessario avere una formazione trasversale e, soprattutto, essere in grado di definire i tempi e le strategie indispensabili per arrivare al risultato voluto. In poche parole una figura sopra dalle parti (i vari uffici e dirigenti dell’Ente, dell’Associazione o dell’Azienda) che sia in grado di coordinarne le attività vincendo le resistenze anche dei più restii. In quanto firmatario e responsabile del documento per la Trasformazione Digitale e della sua valutazione periodica, non solo ha il compito di coordinarsi all’interno della struttura che lo ha nominato, ma anche verso il mondo esterno, proponendo modifiche e raccogliendo i feedback degli utenti. Un ruolo non semplice che può essere svolto solo con passione e con la formazione seguendo i corsi che sono disponibili.