In che modo Web3 e DAO possono essere una soluzione per l’industria musicale

In che modo Web3 e DAO possono essere una soluzione per l’industria musicale

L’industria del comparto musicale è in fase di cambiamento. Per oltre dieci anni, infatti, il settore ha trovato il giusto sostentamento nello streaming e, almeno al momento, il trend non ha registrato cambiamenti. E, nonostante la strategia dello streaming sia un’attività praticata nella maggior parte dei casi, allo stesso tempo assicura entrate meno importanti per artisti meno conosciuti e privi e di una squadra di supporto alle spalle. Tuttavia, è importante sottolineare come questa criticità riguardi non solo il settore musicale, perché è un trend legato al fenomeno della “disintermediazione”. Infatti, i consumatori tendono ad acquistare sempre più contenuti e servizi direttamente dai fornitori a livello tecnologico e molto meno dalle fonti vicine ai protagonisti delle creazioni musicali.

L’arrivo, la diffusione e la condivisione dei file “peer-to-peer” ha contribuito al fenomeno della pirateria nei confronti del materiale protetto da copyright in modo ancora più facile ed automatico. In questo modo, i proprietari dei contenuti hanno dovuto adattarsi, arrivando a doversi difendere con ogni mezzo per effettuare un controllo più stringente nei confronti della musica digitale e dei diritti digitali. Però, questo ha rinforzato gli intermediari a sfavore dei creatori e ha incentivato la nascita di nuovi modelli intermedi, in grado di complicare sempre di più gli artisti nel realizzare il loro lavoro. Perché il settore musicale possa ritrovare lo smalto di un tempo, è importante che vada alla ricerca di una modalità con cui dividere le entrate, in modo da dare un impulso all’intero sistema e a tutti coloro che vi partecipano.

Per risolvere questo problema, il settore musicale potrebbe pensare di realizzare le organizzazioni autonome decentralizzate (DAO), che potrebbero fungere da organi decisionali collettivi per l’intero comparto. Con i DAO, gli artisti, i consumatori e tutti gli altri protagonisti del settore musicale potranno avere un contatto diretto tra loro, senza la necessità di ricorrere all’intermediazione di terze parti. I DAO, infatti, potrebbero essere un valido aiuto per riportare l’equilibrio all’interno del settore musicale, rimettendo al centro gli artisti e mettendo a disposizione dei consumatori un contatto diretto con i musicisti che sostengono. Ancora, i DAO potrebbero tornare utili per ridistribuire più equamente le risorse economiche nel settore musicale. Inoltre, le organizzazioni autonome decentralizzate avrebbero la capacità di incidere ad ampio raggio, riducendo i costi, incrementando l’efficacia del messaggio musicale, riducendo le frodi e la pirateria nel settore, perché la musica possa essere distribuita in modo più trasparente e sicuro.