La dura battaglia di Apple Intelligence per il lancio in Cina
22/06/2024
La nuova suite di funzionalità alimentate dall’intelligenza artificiale di Apple, denominata Apple Intelligence, sta per fare il suo debutto negli Stati Uniti e in altre regioni del mondo nel corso del 2024. Tuttavia, il suo arrivo sul mercato cinese potrebbe rivelarsi una sfida ardua per il colosso di Cupertino. Ciò è dovuto principalmente alle severe normative che regolano l’utilizzo dell’IA generativa e dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni in Cina, nonché alla forte concorrenza delle aziende tecnologiche locali che hanno già ottenuto l’approvazione governativa per i loro prodotti.
Le sfide normative in Cina
La Cina ha adottato un approccio estremamente cauto e restrittivo nei confronti dell’intelligenza artificiale, imponendo rigidi controlli e requisiti di approvazione per qualsiasi software o servizio basato su questa tecnologia. In particolare, le aziende che operano nel Paese devono ottenere l’autorizzazione ufficiale per l’utilizzo commerciale dei loro modelli di linguaggio di grandi dimensioni. Ciò significa che Apple dovrà necessariamente sottoporre i suoi modelli di IA, sia on-device che basati sul cloud, all’approvazione delle autorità cinesi prima di poterli rendere disponibili agli utenti.
Inoltre, la legge sulla privacy dei dati approvata dalla Cina nel 2021 impone ulteriori sfide per Apple. L’azienda potrebbe essere costretta a collaborare con un partner locale che si occupi della gestione dei server utilizzati per le attività di IA basate sul cloud, così come avviene per i dati di iCloud in Cina.
La questione della censura
Un altro ostacolo significativo per Apple riguarda il problema della censura. Servizi di IA generativa come ChatGPT di OpenAI, che sarà integrato in iOS 18 per gestire le richieste di Siri, sono attualmente vietati in Cina. Di conseguenza, Apple potrebbe dover adottare misure aggiuntive di sicurezza per impedire la generazione di contenuti anti-governativi nelle sue applicazioni, come ad esempio Image Playground.
La concorrenza delle aziende cinesi
Oltre alle sfide normative, Apple dovrà affrontare una concorrenza agguerrita da parte delle aziende tecnologiche cinesi che hanno già ottenuto l’approvazione per l’utilizzo commerciale dei loro modelli di IA e tecnologie di intelligenza artificiale. In particolare, società come Alibaba e Baidu sono considerate potenziali partner per Apple nel suo tentativo di portare le funzionalità di Apple Intelligence sul mercato cinese.
Inoltre, nel settore degli smartphone, Apple ha perso terreno rispetto ai marchi nazionali come Huawei, che gode di una significativa popolarità in Cina. La quota di mercato di Apple in Cina è scesa dal 20% al 15% nel primo trimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con Huawei che rappresenta il suo principale concorrente nel segmento degli smartphone premium.
Una strategia di lungo termine
Secondo gli analisti, l’approccio di Apple all’IA in Cina sarà “una maratona e non una corsa”. Ciò significa che, nonostante le sfide iniziali, l’azienda potrebbe riuscire a superare la concorrenza e a conquistare una posizione di rilievo nel mercato cinese nel medio-lungo termine.
Piuttosto che lanciare funzionalità incomplete o non competitive, Apple tende a investire una notevole quantità di tempo, denaro e sforzi di marketing per garantire che i suoi nuovi prodotti siano ben accolti dai clienti e almeno comparabili, se non superiori, alle offerte della concorrenza.
Questo stesso approccio cauto e strategico potrebbe essere applicato anche al debutto di Apple Intelligence in Cina, poiché il processo potrebbe rivelarsi impegnativo e di lunga durata.
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