La valuta digitale della BCE

La valuta digitale della BCE

19/12/2019 0 Di Redazione

La BCE, ossia la banca centrale europea, ha lanciato l’idea di produrre anche lei una propria valuta digitale, se le transazioni internazionali in euro dovessero perdere di economicità e rapidità. Prima di poter parlare del progetto, bisogna però chiarire il ruolo della BCE.

La Banca Centrale Europea è l’istituzione ufficiale dell’Unione Europea, in ambito di controllo e vigilanza delle finanze bancarie degli stati membri. Non è quindi altro che la banca alla quale aderiscono 19 stati che hanno come valuta per gli scambi l’euro. Il compito principale di questa banca è infatti legato al mantenimento della stabilità finanziaria nell’area dell’euro.

La BCE si dimostra, quindi, motivata a garantire il funzionamento corretto dei propri sistemi di pagamento, come viene anche affermato in un documento interno da poco pubblicato. Nel documento viene sottolineato il concetto di come lo sviluppo della valuta digitale sarà pienamente sotto il dominio dell’industria, la quale avrà a sua disposizione anche il prezioso aiuto del settore pubblico per quanto riguarda il corretto funzionamento dei sistemi di pagamento. È arrivato dunque il momento per la BCE di provvedere ad un cambio di rotta per i pagamenti al dettaglio in Europa, che si fondano per esempio su SEPA. Tutto ciò in vista di un nuovo più rivoluzionario settore dei pagamenti al dettaglio, che risulterebbero in questo modo controllati da valute digitali.

La BCE è, quindi, pronta a dare il via alla realizzazione del progetto, ovvero mettere in circolazione una valuta digitale della banca centrale (CBDC), ma di fatto ancora si trova in una fase previa di valutazione dei costi effettivi e di analisi dei benefici. Lo sviluppo della valuta digitale, o più comunemente stablecoin, si baserebbe, a quanto scritto nel documento interno, sulla blockchain, destinata ai pagamenti transfrontalieri di importi molto alti.

A tutto ciò va aggiunto poi l’annuncio del governatore della banca francese, ossia Francois Villeroy de Galhau, che dichiara l’intenzione anche lui di avviare la sperimentazione delle valute digitali già a partire dal 2020. Si tratterebbe dunque di un’idea pronta a concretizzarsi seriamente nel giro di poco. Tale progetto non risulterebbe in contrasto con quello della BCE, ma piuttosto integrante, considerando che uno sarebbe dedicato specificamente al mercato retail, mentre l’altro alla realizzazione di procedure rivoluzionarie e più moderne per quanto riguarda lo scambio delle merci e la liquidazione degli asset finanziati tokenizzati.