Nel 2036 il premio Nobel ad una AI?

Nel 2036 il premio Nobel ad una AI?

L’Economist prevede che nel 2036 il premio Nobel sarà conferito ad una Artificial Intelligence Disruptive, chiamata YULYA. L’eventualità che questo evento possa realizzarsi rimette in discussione tutto il sapere umano e i metodi di apprendimento connessi, poiché la macchina prenderà il posto dell’uomo. E avverrà proprio nel momento in cui un chip ottico emulerà i percorsi di apprendimento del cervello. Infatti, si sta studiando perché i sistemi di Intelligenza Artificiale, in grado di elaborare un elevato volume di dati, possa portare soluzioni nei diversi campi del sapere umano, soprattutto in quello della medicina. A tal proposito, infatti, l’AI è un valido supporto per combattere contro un virus, un batterio, per la sperimentazione di un vaccino o di un antibiotico. Come può supportare la ricerca per prevenire l’Alzheimer, personalizzare percorsi terapeutici, migliorare le capacità diagnostiche da parte dei medici e incoraggiare la scoperta di un farmaco dedicato.

Ma è importante evidenziare come le AI non realizzano scoperte ex novo, ma producono “interpolazioni algebriche, che permettono di giungere a dei risultati tangibili, che affondano le proprie fondamenta su dati manipolati statisticamente”. Infatti, dal punto di vista etico, la macchina non può prendere il posto dell’uomo, ma rimane uno strumento utile per giungere prima ad una soluzione e in modo più efficace. E, se la previsione dell’Economist si realizzerà, la storia dell’umanità vivrà “un punto di non ritorno” proprio dal punto di vista etico. Perché sarà complesso poter fare differenze tra un robot e un umano. Inoltre, si aprirà un’epoca in cui il materiale biologico e quello elettronico si confonderanno e nasceranno individui caratterizzati da capacità intellettive, oltre che fisiche ancora più avanzate, perché tutto potrà essere sempre modificato e completato.

Mettendo da parte però ogni implicazione etica, l’Economist ha presentato l’AI che nel 2036 potrebbe essere insignita del prossimo Premio Nobel. Si tratterebbe di “YULYA“ che, supportando la soluzione che porta alla scoperta della “giusta combinazione di antibiotici per superare l’antibiotico-resistenza”, ha fornito un contributo importante nel salvare almeno 4 milioni di vite umane. Negli ultimi dieci anni, infatti, nel mondo si è riscontrato un elevato ricorso agli antibiotici che, però, ha favorito il proliferare di altri batteri, in grado di resistere, rendendo più complesso anche la lotta verso alcune malattie. All’inizio, invece, YULYA era nato per progettare cure per combattere i tumori, a partire dall’analisi di grandi quantità di dati su persone malate, a cui sono stati uniti quelli estratti da altre ricerche scientifiche sulle neoplasie. Poco dopo, però, l’IA YULYA, per errore, ha ricevuto la possibilità di accedere anche agli studi scientifici sui farmaci. Questa occasione ha permesso all’Intelligenza Artificiale di approfondire e raffinare le sue competenze sui casi di antibiotico-resistenza. E, così, nel 2036, se l’Economist vincerà la scommessa, sovvertendo la consuetudine attuale di insignire una persona con il Premio Nobel, potrebbe essere un’Intelligenza Artificiale a conseguire il premio massimo.