Pagare gli artisti per i dati di addestramento IA? la risposta elusiva di OpenAI
14/03/2024
In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, sorge una questione cruciale: dovrebbero gli artisti essere compensati per il contributo dei loro lavori nell’addestramento dei modelli di IA generativa? In una recente intervista sul palco principale del SXSW, Peter Deng, vicepresidente del prodotto consumer di OpenAI, il creatore di ChatGPT, ha evitato di rispondere a questa domanda.
Il delicato equilibrio legale di OpenAI
La posizione legale di OpenAI riguardo all’utilizzo dei dati per addestrare i sistemi di IA generativa è delicata. Strumenti come DALL-E 3, utilizzato in ChatGPT, vengono addestrati su un enorme numero di esempi, tra cui opere d’arte, illustrazioni e foto, solitamente prese da siti pubblici e dataset in rete. L’argomento centrale è se l’uso di dati protetti da copyright per creare una nuova opera trasformativa possa essere considerato “fair use”, ossia l’uso lecito di opere protette da copyright per creare una nuova opera.
In una recente pubblicazione sul blog, OpenAI ha difeso l’utilizzo di materiali disponibili pubblicamente per addestrare i modelli di IA, sostenendo che sia un principio equo per i creatori, necessario per gli innovatori e fondamentale per la competitività degli Stati Uniti. Tuttavia, molti artisti non sono d’accordo.
La controversia legale
Un’azione legale collettiva è stata intentata da artisti, tra cui Grzegorz Rutkowski, noto per il suo lavoro su Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering, contro OpenAI e altre società concorrenti come Midjourney e DeviantArt. Gli artisti sostengono che strumenti come DALL-E 3 e Midjourney replicano gli stili artistici senza il permesso esplicito degli artisti stessi, consentendo agli utenti di generare nuove opere simili agli originali degli artisti senza che questi ricevano alcun pagamento.
OpenAI ha firmato accordi di licenza con alcuni fornitori di contenuti, come Shutterstock, e consente ai webmaster di impedire al suo crawler di scansionare i loro siti alla ricerca di dati di addestramento. Inoltre, come fanno alcune aziende concorrenti, OpenAI permette agli artisti di “optare” per non includere le proprie opere nei dataset utilizzati per addestrare i modelli di generazione di immagini. Tuttavia, alcuni artisti hanno descritto questo strumento di “opt-out” come oneroso, poiché richiede la presentazione di una copia individuale di ciascuna immagine da rimuovere, insieme a una descrizione.
L’opinione di Peter Deng
Peter Deng ritiene che gli artisti dovrebbero avere una maggiore agenzia nella creazione e nell’uso degli strumenti di IA generativa come DALL-E, ma non è sicuro di quale forma potrebbe assumere questa agenzia. Secondo Deng, “[gli] artisti devono far parte di [questo] ecosistema il più possibile”. Egli crede che se si potesse trovare un modo per accelerare il processo di creazione artistica, si potrebbe davvero aiutare l’industria. Ogni artista è stato ispirato da coloro che li hanno preceduti, e Deng si chiede quanto di questo possa essere accelerato dall’utilizzo delle tecnologie di IA.