Arriva la più grande mappa in 3D dell’universo

Arriva la più grande mappa in 3D dell’universo

Nel 2016, presso il Berkeley Lab in California, è stato avviato il progetto Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), che impegna in un’intensa attività almeno 5.000 robot. L’intenzione iniziale del Berkeley Lab era quella di inviare nello spazio i tanti robot coinvolti nel progetto, che avrebbero avuto il compito di mappare l’intero universo, perlustrandone ogni pertugio, anche il più nascosto ed irraggiungibile. L’anno successivo al suo avvio, dunque nel 2017, il progetto procedeva già a grandi falcate, aprendo la possibilità di realizzare una grande mappa in 3D, in cui riportare le polveri spaziali, al fine di illustrarne le differenti tipologie esistenti e, allo stesso tempo, esplorare le motivazioni per le quali l’universo è sempre in evoluzione.

Dal 2017, sono trascorsi cinque anni. E, nonostante il grande stravolgimento causato dalla pandemia, DESI ha appena realizzato la prima mappa dell’universo in 3D, attualmente la più grande mai esistita nella storia. Inoltre, secondo quanto riportato dagli esperti, questo è soltanto il primo traguardo. Un primo traguardo che rappresenta, infatti, solo il 10% dell’intero lavoro che attende il team del Berkeley Lab. Infatti, il progetto prevede altri 5 anni di missione esplorativa dello spazio, poiché il team di lavoro desidera entrare in contatto con informazioni poco conosciute o con delle vere e proprie scoperte. In realtà, nel corso di questi anni, le criticità non sono mai mancate per il Dark Energy Spectroscopic Instrument. E, di certo, il momento peggiore è stato quello della pandemia da COVID – 19 ed il suo protrarsi, che ha costretto la squadra del DESI a stoppare il progetto, per poi riprenderlo a fine anno 2020.

Nonostante tutte le problematiche affrontate, però, lo scienziato del Berkeley Lab, Julien Guy ha mostrato il suo entusiasmo per il DESI e ha affermato: “C’è molta bellezza in tutto ciò. Nella distribuzione delle galassie della mappa 3D ci sono molti ammassi, filamenti e vuoti. Sono le strutture più grandi dell’universo, ma in loro si trova un’impronta dell’universo agli albori, oltre che la storia della sua espansione”. L’obbligata sosta causata dall’emergenza sanitaria non ha spento gli entusiasmi del team di ricerca del DESI. Che, dal canto suo, ha ripreso le attività nel corso del 2021, senza interrompere mai.

La prospettiva, anticipano dal Berkeley Lab, è la conclusione dei lavori per la fine del 2025. Si tratta, di certo, di un lavoro impegnativo ed estenuante. Proprio il fisico Klaus Honscheid della Ohio State University, che appartiene alla squadra del progetto DESI, ha evidenziato come tutte le attività richiedano un’elevata concentrazione, oltre che competenze straordinarie. Infatti, coloro che si occupano del progetto DESI sono chiamati a manovrare un mezzo costituito da robot larghi pochi centimetri e lunghi dieci, in grado di mappare l’universo. Inoltre, questi strumenti riusciranno anche ad identificare le galassie e le stelle, realizzando la mappa dello spazio in 3D più grande della storia e guidando gli appassionati alla scoperta dell’universo e del suo funzionamento.