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ChatGPT sotto accusa in Europa: l’Italia solleva dubbi sulla privacy

ChatGPT sotto accusa in Europa: l’Italia solleva dubbi sulla privacy

By auroraoddi

Il Garante della Privacy ha comunicato a OpenAI che è sospettata di violare la privacy dell’Unione europea a seguito di un’indagine durata diversi mesi sul suo chatbot di intelligenza artificiale, ChatGPT. Anche se i dettagli delle conclusioni preliminari dell’autorità italiana non sono stati ancora divulgati, OpenAI è stato notificato e ha 30 giorni di tempo per presentare una difesa contro le accuse.

La violazione delle norme europee può comportare multe fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo globale dell’azienda. Inoltre, le autorità per la protezione dei dati possono emettere ordini che richiedono modifiche al modo in cui i dati vengono elaborati al fine di porre fine alle violazioni accertate. Ciò potrebbe costringere OpenAI a modificare il suo modo di operare o a ritirare il servizio dagli Stati membri dell’UE in cui le autorità per la privacy cercano di imporre cambiamenti che l’azienda non gradisce.

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OpenAI è stato contattato per un commento sulla notifica di violazione dell’autorità italiana. Aggiorneremo questo rapporto se riceveremo una dichiarazione da parte loro.

La legittimità dell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale in questione

L’autorità italiana ha sollevato preoccupazioni riguardo alla conformità di OpenAI al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione europea lo scorso anno, quando ha emesso un divieto temporaneo sul trattamento dei dati locali di ChatGPT, che ha portato alla sospensione temporanea del chatbot sul mercato.

La disposizione del 30 marzo dell’autorità italiana, nota come “registro di misure”, ha evidenziato sia la mancanza di una base giuridica adeguata per la raccolta e il trattamento dei dati personali a fini di addestramento degli algoritmi alla base di ChatGPT, sia la tendenza dello strumento di intelligenza artificiale ad “allucinare” (ovvero la sua potenziale capacità di produrre informazioni inaccurare sugli individui) come tra le sue preoccupazioni a quel punto. È stato anche sollevato il problema della sicurezza dei bambini.

In totale, l’autorità ha affermato di sospettare che ChatGPT violi gli articoli 5, 6, 8, 13 e 25 del GDPR.

ChatGPT nel mirino del Garante privacy italiano

Nonostante OpenAI abbia ripreso il servizio in Italia dopo aver affrontato alcune questioni sollevate inizialmente, l’autorità ritiene ancora che lo strumento violi la legge UE.

Il nodo cruciale sembra essere la base giuridica su cui OpenAI si appoggia per trattare i dati personali necessari ad addestrare i suoi modelli AI. Avendo scartato l'”esecuzione di un contratto”, restano il consenso o gli interessi legittimi. Ma ottenere il consenso di tutti gli utenti web i cui dati sono stati usati appare impraticabile. Gli interessi legittimi richiedono comunque che gli utenti possano opporsi ed essere rimossi, il che per OpenAI sarebbe molto complesso.

Inoltre, non è chiaro se gli interessi legittimi siano una base valida per un’attività commerciale AI su larga scala, dati i rischi per gli individui. Una sentenza UE su Meta sembra negarlo per attività pubblicitarie simili.

OpenAI sta cercando lo status di stabilimento principale in Irlanda per passare sotto la supervisione dell’autorità irlandese. Ma l’indagine italiana proseguirà comunque. Le authority europee stanno collaborando per valutare la conformità di ChatGPT al GDPR.