Come non diventare Susan dello smart working

Come non diventare Susan dello smart working

07/08/2020 0 Di miriampaterna

Sono passati ormai più di 5 mesi da quando è iniziato il lockdown in Italia e da quando quindi molte aziende hanno deciso di convertire la loro modalità lavorativa in smart working, ovvero il lavoro da remoto.

Lavorare da casa ha sicuramente i suoi vantaggi: più libertà di tempo, spazio e gestione dei momenti liberi, ma porta con sé sicuramente anche molti problemi organizzativi o addirittura problemi di salute e relazioni sociali.

Si concentra proprio su questo lo studio svolto dalla Lenovo, i cui esperti hanno elaborato un bilancio sugli esiti del lockdown in ambito lavorativo e tecnologico ed una simulazione di come sarà lo smart worker del 2045, nominandola Susan.

Conosciamo insieme questa Susan e continua a leggere questo articolo se desideri sapere anche tu come non diventare la Susan dello smart working!

  • Quali sono le conseguenze dello smart working
  • Chi è Susan
  • Come non diventare la Susan dello smart working: consigli utili

Quali sono le conseguenze dello smart working

Proprio per indagare su questo cambiamento inaspettato della modalità di lavoro in Italia, ma non solo, la Lenovo ha pubblicato uno studio intitolato “Technology and the Evolving World of Work”, che si basa sulle interviste a più di 20.000 persone, a cui è stato richiesto un giudizio sulla loro esperienza con la tecnologia in generale, ma soprattutto con il cambiamento repentino della loro vita personale e lavorativa.

I responsi dimostrano che lavorando da casa ci si sente più connessi e produttivi, oltre ad avere più libertà di gestione dei tempi e del lavoro, ma la maggior parte degli intervistati ha risposto anche che teme di pagare delle grandi conseguenze a livello economico, fisico ed emotivo.

A livello psico-fisico, le conseguenze sono ancora più preoccupanti di quelle economiche: frequente mal di testa, dolori alla schiena e al collo, riduzione delle ore di sonno e dei contatti interpersonali, oltre alla mancata concentrazione totale nel lavorare a casa con numerose distrazioni o la difficoltà nel separare la vita lavorativa da quella privata. Insomma, tutta una serie di lati negativi oltre a quelli positivi, che vengono racchiusi proprio nella nostra Susan.

Chi è Susan

Obesa, con la gobba e gli occhi affaticati per le troppe ore trascorse davanti al computer: è così che appare Susan, la simulazione dello smart Worker del 2045 secondo lo studio effettuato dalla Lenovo. L’obiettivo dello studio però non è solo spaventare, bensì mettere in guardia il pubblico riguardo delle cattive abitudini da non prendere per non diventare come Susan.

Osservandola, possiamo vedere che la sua schiena curva e il collo allungato in avanti sono dovuti alla mancanza di movimento e alla postura sbagliata mantenuta durante lo smart working. Quest’ultima può creare, oltre a semplici dolori, problemi seri come la sindrome del “tech neck”, la cervicale infiammata e il doppio mento. 

Inoltre la mancanza di movimento ha portato alla sua obesità, scarsa esposizione alla luce solare e quindi pallore e mancanza di vitamina D e di capelli. 

I suoi occhi rossi e le rughe sono poi determinate dalle troppe ore davanti al computer, che portano ad un affaticamento della vista, per non parlare della presenza del pigiama e dello stress, conseguenze sociali altrettanto importanti come quelle fisiche.

Come non diventare la Susan dello smart working: consigli utili

Come fare quindi a non diventare come Susan? Sappi che è possibile lavorare in smart working e trarne solo i benefici, facendo attenzione ad alcune accortezze che a lungo andare non portano alle problematiche sopra descritte.

Innanzitutto mantenere una routine aiuta a gestire meglio il tempo: in questo modo, fissandosi degli orari come se si fosse in ufficio, non si rischia di rimanere più del tempo necessario a lavoro o davanti il computer, evitando affaticamento e mancanza di altre attività.

Inoltre, è fondamentale non dimenticare mai l’importanza delle relazioni sociali: videochiamare spesso i colleghi e collaborare con loro è un inizio, ma anche ritagliarsi delle pause o degli spazi per passare del tempo con altre persone reali è fondamentale per non finire come Susan.

Infine, a livello fisico, è importante tenere una postura corretta durante il lavoro: mai troppo vicini al computer, bisogna stare seduti con tutta la schiena poggiata sullo schienale e praticare sport come lo yoga o il pilates che aiutano con la postura.