Cosa si può fare con Tor Browser: entrare nel deep web, navigare in anonimo, e non solo

Cosa si può fare con Tor Browser: entrare nel deep web, navigare in anonimo, e non solo

TOR, la sigla di The Onion Router, è un browser in grado di rendere completamente anonima la comunicazione su Internet, con l’obiettivo di salvaguardare gli utenti dalle indagini del traffico prodotto e dalla possibilità di essere rintracciati. Infatti, TOR Browser si basa su un complesso di “nodi gestiti da volontari che permettono il traffico in uscita e la realizzazione di servizi anonimi nascosti”. Molti utenti usano TOR per evitare il controllo da parte degli Internet Server Provider ed evitarne i blocchi (o evitare i blocchi messi dagli stessi). Ma, allo stesso tempo, i TOR Browser consentono di nascondere la posizione geografica dell’utente e il rintracciamento da parte degli stessi siti. E, così, usando il programma, i dati devono attraversare differenti nodi, prima di arrivare al server finale; contemporaneamente, i dati vengono sottoposti ad un sistema di cifratura continua, tutte le volte che si realizza l’attraversamento di un nodo. Proprio grazie a questo sistema di funzionamento, il sistema prende la denominazione di “Onion”.

Usando TOR Browser, dunque, l’utente può navigare nel completo anonimato, poiché questo sistema nasconde la posizione, grazie alla presenza di più nodi. Esso include, poi, anche il plugin “HTTPS Everywhere”, in grado di forzare le richieste avanzate dal browser. Nessuno è stato mai localizzato usando il TOR, ma è importante evitare alcuni errori: usare il il torrent attraverso il TOR, perché rallenta la rete e il protocollo perde il suo anonimato; effettuare il download e aprire direttamente documenti e file, perché potrebbero nascondere collegamenti link che subito si aprono. Infatti, sarà necessario prima scaricare e poi aprire i documenti ed i file; usare il TOR in una rete pubblica, perché è possibile risalire al PC connesso mediante il login. Usando quindi il browser fornito per TOR, è possibile possiamo navigare nel Deep Web che, se da un lato è esaltato per la sua capacità di proteggere la privacy, dall’altro è fonte di numerosi traffici illegali.

Il deep web, in italiano web sommerso, rappresenta il complesso di contenuti ed informazioni, contenuti all’interno del World Wide Web, ma  non indicizzati dai motori di ricerca. I documenti rintracciabili nel Deep Web possono essere divisi in differenti categorie: contenuti dinamici, perché tutto quello che si trova all’interno della pagina viene realizzato all’istante da parte del server; pagine non collegate ad altri contenuti web; pagine ad accesso ristretto: in questo caso, si tratta di siti il cui accesso prevede una registrazione e che limitano l’accesso alle loro pagine, non consentendo ai motori di ricerca di entrarvi; script: si tratta di pagine che possono essere raggiunte solo attraverso link generati mediante JavaScript o Flash e, per questo motivo, richiedono procedimenti particolarmente complessi; contenuti non di testo, includendone molti di differenti modalità (file multimediali, documenti scritti in linguaggio non HTML…); contenuti vietati dai classici motori di ricerca, perché ritenuti illeciti (ad esempio, siti pedo-pornografici o snuff, commercio e produzione illegale di droghe e armi…)