Dall’America il super Wi-Fi con copertura a 67 metri

Dall’America il super Wi-Fi con copertura a 67 metri

Secondo i ricercatori della Brigham Young University, della Washington University e della University of Utah, sarebbe possibile estendere significativamente il raggio di copertura di router, access point e altri dispositivi Wi-Fi, con un semplice aggiornamento software. A tale scopo è stato creato un nuovo protocollo in grado di estendere la copertura Wi-Fi dei dispositivi smart, senza richiedere modifiche all’hardware. Tutto quello che sarà necessario è installare un semplice firmware aggiornato. I dispositivi client saranno così in grado di scambiare dati fino ad oltre 60 metri di distanza dal router o dall’access point. I ricercatori hanno dimostrato il tutto con un’applicazione denominata Stayin’Alive, per estendere la copertura dei dispositivi intelligenti fino a 67 metri.

Il protocollo è stato chiamato On-Off Noise Power Communication (ONPC), che è basato sui protocolli Wi-Fi esistenti, e la caratteristica principale è la sua capacità di funzionare con una velocità di appena 1 bit al secondo (bps).

Normalmente i dispositivi Wi-Fi necessitano di un’ampiezza di banda pari almeno ad 1 Mbps per poter mantenere attivo il segnale. Grazie ad ONPC, i ricercatori sono stati in grado di rivedere questo approccio, consentendo il mantenimento del segnale wireless attraverso l’utilizzo di appena 1 bit per secondo. Secondo i ricercatori, infatti, ONPC può riuscire in questo intento, perché i dispositivi intelligenti presenti nelle nostre case non richiedono molti dati.

Nonostante la grande distanza raggiunta dal segnale, i ricercatori hanno affermato che la rete sarà molto stabile, e che questo protocollo sarà implementabile dalla maggior parte dei router attualmente in commercio. L’unico punto a sfavore è che ONPC è pensato solo per i dispositivi che necessitano di una banda dati bassissima. Infatti, 1 bit di informazioni è sufficiente solo per i dispositivi Wi-Fi che necessitano semplicemente di un messaggio on/off per funzionare, come ad esempio un sensore di apertura delle porte, un sensore di movimento o un sistema di irrigazione. Tutti dispositivi che devono semplicemente inviare un segnale, tramite Wi-Fi, per attivare qualcos’altro, e che non devono trasmettere dati come video, file o altro di pesante.

Il protocollo ONPC non andrà a sostituire il Wi-Fi, ma lo andrà ad integrare. Questo entrerà in funzione quando, per esempio, la connessione classica tra router e dispositivi cadrà, permettendo di mantenere attiva almeno la connessione, senza trasmettere grandi quantità di dati.

Bisogna quindi stare attenti al significato che tutto ciò comporterebbe. Infatti, trasmettere dati al ritmo di 1 bit per secondo, è utile per trasferire piccole quantità di dati da e verso dispositivi che necessitano di pochissima banda. Quindi per gestire dispositivi per l’Internet delle Cose (IoT), in cui si deve semplicemente inviare un semplice comando di accensione o spegnimento, dunque on/off, ONPC potrebbe essere molto utile per estendere di molto l’area di copertura. Ma con questo non vuol dire che ONPC sia pronto a migliorare il Wi-Fi nella maggior parte degli usi tradizionali. Il protocollo Wi-Fi richiede una velocità di trasferimento dati di almeno 1 Mbps per un motivo molto particolare, ossia che nessuno vuole vedere video in streaming, giocare o visitare siti web se si può ricevere solo 1 bit al secondo.

Il valore di ONPC, infatti, è da derivare semplicemente ad un suo uso con i dispositivi Internet of Things. Questo nuovo protocollo è stato pensato per questo, per assicurarsi che tutti questi dispositivi possano essere funzionanti anche ai margini della portata di una rete Wi-Fi, o quando si trovano in un punto dove la rete tecnicamente non è funzionante. È semplicemente un modo per rendere il funzionamento di questi dispositivi intelligenti più affidabile.

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