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Epic sfida Google per aprire il Play Store a nuove app

Epic sfida Google per aprire il Play Store a nuove app

By auroraoddi

Negli ultimi anni, Epic Games ha guadagnato notorietà per le sue battaglie legali contro i giganti della tecnologia come Google e Apple. A dicembre 2024, Epic ha vinto una causa antitrust contro Google, in cui è emerso che l’azienda deteneva un monopolio illegale sulla distribuzione di app e sugli acquisti in-app sui dispositivi Android. Da allora, Epic ha presentato una proposta di ingiunzione permanente contro Google, che potrebbe portare a un’apertura senza precedenti del Google Play Store.

La proposta di ingiunzione di Epic

La proposta di ingiunzione presentata da Epic si basa su tre punti principali. Prima di tutto, Epic chiede che Google permetta agli utenti di scaricare app da qualsiasi fonte, senza impedimenti. Secondo Epic, gli utenti dovrebbero poter aggiungere app ai dispositivi Android in modo simile a quanto possono fare da un computer, cioè da qualsiasi app store o dal web. Inoltre, Epic vuole impedire a Google di scoraggiare il download di app dal web e di limitare le opzioni dei consumatori per il download di app tramite accordi con operatori telefonici e produttori di telefoni. Epic chiede di vietare le restrizioni sugli app store preinstallati, aprendo la possibilità di avere un’app del negozio Epic Games preinstallata sui telefoni Android.

In secondo luogo, Epic sostiene che Google dovrebbe permettere agli sviluppatori e agli utenti la libertà di scegliere come offrire e pagare gli acquisti in-app, senza commissioni e restrizioni anticoncorrenziali. Epic vuole che Google permetta agli sviluppatori di includere link dalle loro app a siti web, dove potrebbero offrire sconti bypassando la percentuale trattenuta da Google sui pagamenti in-app facilitati tramite il Play Store. Epic aveva già dato il via alla sua battaglia legale con Google e Apple nel 2020, facendo notare ai giocatori di Fortnite per dispositivi mobili che potevano risparmiare denaro acquistando direttamente da Epic la valuta virtuale V-bucks. Con l’ingiunzione proposta, Google sarebbe impedito di impedire alternative ai pagamenti tramite programmi di conformità come User Choice Billing.

Il terzo obiettivo dell’ingiunzione proposta da Epic è bloccare Google dal prendere provvedimenti contro Epic o qualsiasi altra app o sviluppatore che si opponga alle pratiche degli app store. Epic scrive che Google ha una storia di conformità maliziosa e ha cercato di aggirare la legislazione e la regolamentazione volte a limitare il suo controllo anticoncorrenziale sui dispositivi Android. L’ingiunzione proposta da Epic cerca di impedire a Google di ripetere tattiche di mala fede del passato e di aprire i dispositivi Android alla concorrenza e alla scelta per tutti gli sviluppatori e i consumatori.

Le possibili conseguenze

Se l’ingiunzione proposta da Epic venisse approvata, potrebbe portare a cambiamenti significativi nel Google Play Store e nell’ecosistema Android. Ad esempio, gli utenti potrebbero avere la possibilità di scaricare app da fonti diverse dal Play Store, aprendo la porta a una maggiore concorrenza tra gli app store e consentendo agli sviluppatori di raggiungere gli utenti in modi diversi. Inoltre, l’eliminazione delle restrizioni sui pagamenti in-app potrebbe consentire agli sviluppatori di offrire sconti e promozioni direttamente dalle loro app, senza dover pagare una percentuale a Google. Questo potrebbe portare a una maggiore flessibilità per gli sviluppatori e a un risparmio per gli utenti.

Inoltre, se l’ingiunzione proposta venisse approvata, potremmo vedere l’introduzione di app store di terze parti preinstallati sui telefoni Android. Ad esempio, potremmo vedere i telefoni Android preinstallati con un’app del negozio Epic Games, offrendo agli utenti un’alternativa al Google Play Store fin dall’inizio. Questo potrebbe portare a una maggiore concorrenza tra gli app store e a una maggiore scelta per gli utenti.

Tuttavia, è importante notare che la proposta di ingiunzione di Epic è ancora in fase di valutazione e potrebbe subire modifiche o essere respinta del tutto. Google ha dichiarato di contestare la sentenza e di considerare Android come una piattaforma mobile aperta che affronta una forte concorrenza dall’Apple App Store e dagli app store sui dispositivi Android, PC e console di gioco. Inoltre, sia Google che Apple stanno affrontando indagini in Europa riguardo alle preoccupazioni sul fatto che non permettano agli sviluppatori di bypassare liberamente il Play Store e l’App Store.

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