Facebook non è in grado di moderare i contenuti che provengono da alcuni paesi

Facebook non è in grado di moderare i contenuti che provengono da alcuni paesi

A causa della mancanza di sistemi di Intelligenza Artificiale di livello avanzato, Facebook fatica a moderare i contenuti postati da utenti di altri Paesi. Le tecnologie di cui il social dispone, infatti, non riescono a riconoscere alcune lingue e, allo stesso tempo, non dispongono di risorse umane dotate di queste particolari abilità.

La notizia e le relative conseguenze provocate da questa falla nei sistemi di Intelligenza Artificiale del social di Mark Zuckerberg sono state diffuse dal Wall Street Journal. Già qualche giorno fa e sempre sulla scia delle inchieste pubblicate sulle sue pagine, il quotidiano americano aveva rivelato gli effetti negativi che Instagram aveva sugli adolescenti, proprio sulla base dei dati emersi da una ricerca interna realizzata da Facebook. Ed ora, questa nuova notizia mette in discussione ancora una volta questa piattaforma social, sempre più in espansione, soprattutto nei mercati esteri. Infatti, le statistiche recentemente diffuse hanno mostrato che oltre il 90% degli utenti mensili di Facebook si collega da posti esterni al Nord America. Proprio questi contenuti, che restano indecifrabili dai sistemi di Intelligenza Artificiale di Facebook, rischiano di diventare punti di snodo per commerci illeciti, megafono per discorsi di incitamento alla violenza e all’odio e luogo virtuale per vendita di droga e sostanze illegali.

Stando ancora alle indiscrezioni diffuse dal quotidiano americano, che ha potuto fruire dei documenti messi a disposizione dall’azienda di Zuckerberg, i dipendenti di Facebook hanno coscienza di questo problema e hanno espresso tutta la loro preoccupazione. A tal proposito, un ex vicepresidente della società ha svelato al giornale che Facebook stima l’eventuale danno in Paesi stranieri come “semplicemente il costo di fare affari” proprio per quei mercati. Pertanto, la maggior parte delle volte, Facebook ha soppresso unicamente i post in grado di calamitare l’attenzione del pubblico, ma non ha agito correggendo i sistemi automatizzati che autorizzano la pubblicazione immediata di quei post.

Dopo il monito lanciato dal Wall Street Journal e le notizie che hanno messo in luce le falle nel sistema di moderazione dei contenuti, Facebook ha assicurato che lavorerà per una maggiore trasparenza, al fine anche di contrastare la diffusione incontrollata di fake news di ogni genere. Anche in questo settore, agiscono principalmente gli algoritmi, seppur i risultati ottenuti fino ad ora non abbiano dato risultati efficaci. Infatti, il sistema di Intelligenza Artificiale di Facebook non è dotato del giusto grado di specializzazione per interpretare il contenuto dei post. Post che, dunque, riescono a circolare liberamente sulla piattaforma, senza subire nessuna forma di controllo né di moderazione.