La Commissione europea indaga su Apple, Meta e Google per violazioni del DMA
28/03/2024
La Commissione europea ha avviato delle indagini sulle violazioni del Digital Markets Act (DMA) da parte di Google, Apple e Meta. Questo nuovo atto normativo è stato introdotto per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali nello spazio online. Le indagini riguardano specificamente il self-preferencing di Google Play Store nelle ricerche, le regole di “steering” dell’App Store di Apple e il piano di abbonamento senza pubblicità di Meta.
Il contesto delle indagini
Le tattiche utilizzate dai negozi di applicazioni sono state da tempo oggetto di attenzione per le possibili distorsioni della concorrenza. Tuttavia, finora gli argomenti a favore e contro non hanno trovato una soluzione che garantisca una pratica commerciale equa. Il piano di abbonamento senza pubblicità di Meta, che consente agli utenti di pagare una quota mensile per evitare il tracciamento dei dati e gli annunci, è stato criticato da alcuni difensori della privacy poiché obbligherebbe gli utenti a pagare per la loro privacy. Tuttavia, Meta ha annunciato di dimezzare il prezzo del pacchetto per ottenere un sostegno più ampio.
Altre indagini in corso
Oltre a questi casi, la Commissione europea sta esaminando anche la nuova struttura delle commissioni per gli app store alternativi di Apple e le pratiche di ranking di Amazon sul suo marketplace. L’obiettivo del Digital Markets Act dell’UE è garantire che i cosiddetti “gatekeeper” piattaforme consentano a terze parti di interagire con i loro strumenti, promuovendo così una concorrenza più ampia nel mercato. Inoltre, le piattaforme devono fornire agli utenti e alle aziende accesso ai loro dati, garantendo trasparenza e responsabilità.
Le piattaforme coinvolte
Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft sono state designate come piattaforme “gatekeeper“, e tutte tranne una sono state coinvolte in questa prima azione prevista dal DMA. È ancora troppo presto per dire se il DMA e altre normative dell’UE avranno un impatto positivo o negativo, ma sicuramente comporteranno costi per le piattaforme, che dovranno continuare a rivedere le loro operazioni per conformarsi alle nuove regole.
Le nuove regole dell’UE
Le autorità europee sono desiderose di testare i loro nuovi poteri, e sia X che TikTok sono state sottoposte a verifica nell’ambito del nuovo Digital Services Act (DSA), un altro elemento della recente normativa dell’UE. Sarà interessante vedere come saranno trattati questi casi e quali decisioni verranno prese, nonché il grado di flessibilità della Commissione nell’accettare modifiche e aggiornamenti per soddisfare i nuovi standard.