Leggi Europee sull’intelligenza artificiale

Leggi Europee sull’intelligenza artificiale

La tecnologia fa sempre più parte della nostra vita quotidiana e il suo sviluppo sembra non volersi arrestare. Si sta diffondendo da qualche tempo il concetto di intelligenza artificiale (IA), dall’inglese artificial intelligence (AI), ma ancora non tutti hanno ben chiaro in mente che cosa significhi, come viene applicata e perché. Vediamo dunque insieme cosa si intende per intelligenza artificiale e come intende approcciarsi l’Unione Europea a questa nuova realtà tecnologica.

Cos’è l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è una disciplina informatica che ha lo scopo di dotare i sistemi hardware e i sistemi di programmi software di una capacità di elaborazione, di prestazioni di ragionamento e di comportamento, che siano sempre più simili a quelle che caratterizzano l’intelligenza umana.

È un ambito di ricerca sempre più avanzato e che, da un paio di anni, sta conoscendo il suo apice di espansione, con un aumento esponenziale di piattaforme, di strumenti e di applicazioni dedicate. E sono sempre di più gli ambiti in cui essa viene impiegata, non solo quello informatico, ma anche quello sanitario, automobilistico, agricolo, e molto altro ancora.

Esempi di intelligenza artificiale

Ma soprattutto, è una tecnologia che noi usiamo praticamente tutti i giorni, pur non sapendo, o meglio, pur non facendo caso che in realtà si tratta di strumenti ad intelligenza artificiale. Degli esempi? Siri, Cortana, Alexa. Queste sono tutte intelligenze artificiali che hanno lo scopo di rispondere ad ogni richiesta dei nostri comandi vocali. E inoltre sono anche dei sistemi che sono in grado di imparare le nostre abitudini e preferenze per venire incontro alle nostre esigenze. Sistemi di questo tipo vengono utilizzati anche da Netflix, Spotify, Facebook, e ora anche da Amazon, per poter capire cosa potrebbe piacerci e cosa potrebbe servirci nell’immediato futuro.

Altro esempio è la cosiddetta automazione domestica, ossia tutti quei sistemi che ci permettono di regolare la luce, la temperatura e molto altro ancora della nostra casa. Il tutto gestibile dal proprio smartphone.

Infine, le smart car, ossia tutte quelle auto dotate di sensori che le permettono di conoscere la realtà che le circonda, così da poter controllare il traffico o anticipare le frenate. Insomma, sono in grado di prendere decisioni basandosi su ciò che accade nell’ambiente esterno.

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Il funzionamento di tutti questi sistemi, ovviamente, comporta l’utilizzo di molti dati, indispensabili per le varie interazioni tra un sistema ed un altro. L’intelligenza artificiale, quindi, ha come scopo quello di migliorare la vita umana, ma allo stesso tempo comporta dei rischi, come la privacy. Bisogna quindi pensare ad un modo per poter utilizzare questi dati in modo responsabile, e proprio per questo, il 19 febbraio 2020, è stato pubblicato dalla Commissione Europea il White Paper sull’Intelligenza Artificiale, che intende essere un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia di questa nuova tecnologia, con lo scopo di promuoverla, prenderne il meglio, i benefici e le opportunità, ma anche di affrontarne i vari rischi che ne possono derivare, così da rendere l’IA sicura e rispettosa dei diritti di ogni individuo.

Prima di tutto, con questo “libro bianco” si intende dare una giusta definizione di intelligenza artificiale, che ancora non compare nella legislazione dell’Unione Europea. Dopodiché, sarà necessario elencare tutti quei settori che possono essere ad alto rischio per quanto riguarda la privacy degli utenti, e quindi l’utilizzo di dati sensibili, come l’assistenza sanitaria.

All’interno, per ora, solo proposte di regolamentazione dell’intelligenza artificiale entro i confini europei. Si tratta di un testo rivolto ad avviare una discussione con il pubblico e le istituzioni, e ci sarà tempo fino al 19 maggio 2020 per raggruppare tutte le proposte e i commenti provenienti dai responsabili di sicurezza, dai produttori e da tutti gli interessati. L’intenzione di Ursula Von der Leyen, la Presidente della Commissione, è di introdurre una legislazione specifica sull’intelligenza artificiale il prima possibile, per poter effettuare la transizione ad un’Europa a misura di era digitale.

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