Mobilità sostenibile e privacy dei dati

Mobilità sostenibile e privacy dei dati

Uber, Lyft, Spin, Bird, Lime e altre società specializzate in mobilità sostenibile hanno intrapreso una collaborazione con le città, al fine di mettere a punto una serie di principi per salvaguardare i dati dei ciclisti. La Conferenza annuale della North American Bikeshare & Scootershare Association (NABSA) è l’occasione per presentare i “Principi sulla privacy per i dati sulla mobilità”, confermando come si sia sviluppato un nuovo livello di collaborazione tra città e aziende. Due realtà che, in precedenza, avevano avuto differenti vedute sui dati di transito. Sono state oltre 20 le città che hanno aderito alla partnership e hanno deciso di mettere al primo posto la privacy degli utenti, sviluppando i Principi sulla privacy per i dati sulla mobilità, al fianco di organizzazioni come NABSA, New Urban Mobility Alliance (NUMO) e Open Mobility Foundation (OMF).

Lo sviluppo di tecnologie innovative ha abilitato e migliorato l’ecosistema dei trasporti; grazie a queste tecnologie, è possibile ottenere i dati sui movimenti delle persone all’interno delle città. Queste ultime, però, hanno espresso la volontà di poter avere a disposizione quei dati, così da poter mettere a punto politiche e regolamenti, oltre che restare informate sulle modalità attraverso le quali operano le imprese private. Ma i regolatori si sono scontrati con la ritrosia delle aziende private nel condividere i dati e le modalità di utilizzo degli stessi, così da poter studiare l’impatto della mobilità sulla comunità, sul lavoro e sul clima.

Gli esempi eccellenti sono Uber, nato nel 2009, e Lyft, creato nel 2012. Proprio Uber ha atteso ben 9 anni prima di “condividere i dati relativi all’uso dei marciapiedi, alla velocità del traffico e ai dati di transito generali per aiutare le città a pianificare come utilizzare meglio gli spazi limitati e condivisi”. Dal canto suo, nel 2019, il Dipartimento dei Trasporti di Los Angeles ha deciso di condividere i dati sulla mobilità, introducendo la “specifica dei dati di mobilità” (MDS). Questo rappresenta un formato di condivisione dei dati, progettato “in modo che le agenzie di transito possano raccogliere dati sui veicoli dalle aziende di scooter e biciclette”. Tuttavia, Uber, Lyft e i promotori della privacy, come il “Center for Democracy and Technology” e la “Electronic Frontier Foundation” hanno mostrato il loro dissenso nei confronti del MDS promosso da Los Angeles.

Con il tempo, però, le imprese private di mobilità hanno preso in considerazione l’idea di discutere la questione, decidendo di collaborare ed unirsi, al fine di progettare strumenti adeguati, tali da salvaguardare la privacy degli utenti, digitalizzando sempre più i movimenti degli stessi, con benefici per l’ambiente e la mobilità sostenibile“Ogni volta che c’è una situazione in cui i dati vengono condivisi, in particolare i dati sui movimenti, tra un ente del settore privato e il settore pubblico, c’è bisogno di fare attenzione ne preservare la privacy degli utenti”, hanno dichiarato dal NABSA. Pertanto, hanno aggiunto gli esperti, “sono necessarie linee guida chiare su come proteggere la privacy, quali usi e tipi di dati sono appropriati. Quindi questo è davvero il nocciolo del motivo per cui stiamo facendo questo lavoro”.

La collaborazione tra aziende di mobilità privata sostenibile e le città ha dato vita ai sette Principi sulla privacy per i dati sulla mobilità. E sono i seguenti: supporto a favore dei diritti degli individui alla privacy nel corso dei loro movimenti; coinvolgimento e stimolo alla partecipazione dei cittadini, con relativa definizione di “scopi, pratiche e politiche relative ai dati sulla mobilità”; comunicazione alle comunità e alle persone delle finalità, delle pratiche e delle politiche dei dati raccolti; conservazione e raccolta essenziale sei dati sulla mobilità, al fine di soddisfare le esigenze di informazione prefissate; individuazione delle politiche e delle pratiche finalizzate alla protezione della privacy dei dati sulla mobilità; salvaguardia della privacy anche nel corso della condivisione dei dati sulla mobilità; definizione degli scopi per i quali si lavorano i dati sulla mobilità. Tuttavia, è bene precisare che “la definizione di queste linee guida rappresenta solo l’inizio e richiederà slancio e responsabilità per garantire che sia i governi che gli operatori aderiscano agli standard”.