Per la prima volta un’intelligenza artificiale è stata installata nel cervello umano

Per la prima volta un’intelligenza artificiale è stata installata nel cervello umano

La tecnologia, tra le innumerevoli funzioni che ha, viene utilizzata anche in campo medico proponendo soluzioni all’avanguardia per migliorare le aspettative di vita dei pazienti. Sono innumerevoli i macchinari ormai in grado di sostituire il lavoro dell’uomo e, addirittura, arrivare dove l’essere umano non può, ma la rivoluzione sta arrivando. Invece di usare sistemi basati sull’intelligenza artificiale per aiutare chi ne ha bisogno “da fuori”, si sta lavorando per riuscire ad impiantare l’intelligenza artificiale direttamente all’interno del corpo umano con l’obiettivo di offrire una serie di cure all’avanguardia agli individui. 

A tal proposito, Elon Musk con la sua Neuralink sta lavorando per creare una tecnologia che sia in grado di impiantare processori e sensori nel cervello umano per guarire una serie di patologie e migliorare le prestazioni degli umani. Al momento, i dispositivi iOT vengono impiantati nelle scimmie e nei maiali, i due animali più simili all’uomo per intelligenza e metabolismo. Elon Musk, però, non è l’unico a lavorare su questo tipo di progresso, anzi c’è qualcun’altro che sta sperimentando in questo campo, non sugli animali bensì sugli umani. 

Si tratta di un team di ricercatori della University of Minnesota Medical School e del Massachusetts General Hospital che ha sottoposto ben 12 pazienti ad interventi di chirurgia cerebrale per l’epilessia, posizionando centinaia di minuscoli elettrodi in diversi punti del cervello con lo scopo di registrare l’attività neurale ed intercettare le aree specifiche da cui provengono le convulsioni. Il team afferma di essere riuscito a migliorare alcune funzioni del cervello dei pazienti utilizzando l’intelligenza artificiale abbinata alla stimolazione di determinate aree attraverso piccole quantità di energia elettrica

Questo tipo di trattamento rappresenterebbe una cura rivoluzionaria per tutti coloro che sono affetti da epilessia ma, anche se i risultati dello studio effettuati direttamente sull’uomo siano impressionanti, i ricercatori devono ancora percorrere una strada lunga prima di dimostrare l’efficacia di un intervento chirurgico così importante, consigliarlo e renderlo necessario. L’obiettivo della stimolazione era quello di riportare i pazienti ad uno stato di “libertà” ed i partecipanti allo studio hanno dichiarato che nel momento in cui il sistema è entrato in azione hanno sentito diminuire la sensazione di ansia perenne che precedentemente li investiva; questo perchè grazie ai sistemi impiantati nel cervello riuscivano ad avere un maggiore controllo cognitivo e, di conseguenza, era più “semplice” per loro spostare al meglio la loro attenzione.

Sempre in campo medico sono stati condotti altri studi volti a studiare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare il Parkinson; per saperne di più clicca qui.