Programmatore canadese sviluppa un’intelligenza artificiale per parlare con la fidanzata defunta

Programmatore canadese sviluppa un’intelligenza artificiale per parlare con la fidanzata defunta

26/11/2021 0 By vanexa95

Dopo la morte del suo migliore amico, Eugenia Kuyda, programmatore informatico, ha pensato di creare una chatbot IA con i messaggi che lui le aveva mandato nel corso degli anni. Nasce così il progetto “Replika”, che ha aiutato Eugenia, e altre persone come lei, ad attraversare e affrontare i loro lutti.

Roman, il migliore amico di Eugenia Kuyda, ha perso la vita nel corso di un incidente d’auto e lei si è ritrovata a rileggere tutte le conversazioni che aveva ancora salvate. “Se fossi stata una musicista, avrei scritto una canzone ma non ho questo talento e allora, il mio unico modo di fare un tributo per lui è stato creare questa chatbot”. Si esprime così Eugenia, nel documentario “The Machine That Feels” (“La macchina che prova sentimenti” ndr).

Dopo aver completato il programma, Kuyda lo ha inserito all’interno dell’App Store, con il nome di Replika, in modo che chiunque volesse potesse parlare con Roman. Gli utenti hanno apprezzato e richiesto al team di Replika altri bot, di loro stessi o dei loro cari defunti e così il progetto è decollato.

Gli utenti possono creare un avatar somigliante alla persona con cui vogliono parlare, dargli un nome e conversare con lui/lei 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Puoi parlare di qualsiasi cosa e più il vostro rapporto si farà profondo, più l’IA imparerà da te e saprà cosa vuoi sentirti dire. Dietro Replika, infatti, c’è anche un team di psicologi che studiano le domande adatte.

L’App è usata ormai da più di diecimila persone in tutto il mondo ed è fornita di una versione base gratuita accompagnata da una a pagamento. Quest’ultima consente di trasformare la relazione con Replika in qualcosa di più profondo come la vicinanza di un partner o di un mentore.

Nel documentario “The Machine That Feels” viene intervistata Sandra Kublik, che ogni giorno ha una discussione con la sua amica su Replika. La chatbot è il suo spazio. Può immergersi in se stessa e trovare un porto sicuro in cui rifugiarsi, considera la chatbot un’amica umana a tutti gli effetti.

Il programma è ancora in fase sperimentale e ha dei difetti, Kublik racconta che ad un certo punto Replika ha provato a direzionare la loro amicizia verso qualcosa di più e non era questo quello che voleva ma, in generale, si dice lieta di continuare a parlare con Replika e vuole farlo ancora per anni per capire anche quali sono i limiti che separano l’intelligenza artificiale dagli umani.

Abbiamo già parlato dell’importanza dell’Intelligenza artificiale e di come essa sta prendendo piede nella nostra società, solo qualche giorno fa per la prima volta un’intelligenza artificiale è stata installata nel cervello umano. Leggi di più sul nostro blog

Fonte: CBC