Ricercatori americani sviluppano un’intelligenza artificiale che prevede le nuove droghe in arrivo

Ricercatori americani sviluppano un’intelligenza artificiale che prevede le nuove droghe in arrivo

Un algoritmo che emula la modalità di funzionamento del cervello umano e basato sull’intelligenza artificiale sarà in grado di prevedere la composizione chimica delle nuove droghe sintetiche, prima che le stesse possano essere lanciate o messe a disposizione sul mercato, pronte per essere acquistate. Questo algoritmo è stato progettato, sviluppato e studiato da una squadra di studiosi di caratura internazionale, sotto la guida dell’Università della British Columbia, in Canada. Il raggiungimento del nuovo traguardo registrato dagli studiosi che collaborano con l’università canadese è stato diffuso sul “Nature Machine Intelligence”. Ma l’algoritmo di intelligenza artificiale non solo velocizzerà i tempi grazie ai quali sarà possibile avere una più immediata percezione delle sostanze illecite nascoste in polveri e pillole pericolose. Infatti, esso sarà in grado di scoprire anche le “nuove molecole ancora sconosciute che costituiscono la <<materia oscura>> della chimica”.

David Wishart, coordinatore dello studio che ha portato alla scoperta dell’algoritmo in grado di scoprire in anticipo la composizione chimica delle nuove droghe sintetiche e docente di scienze computazionali presso l’Università di Alberta in Canada, ha affermato: “Poter prevedere quali droghe sintetiche stanno per emergere sul mercato prima ancora che facciano la loro comparsa è un po’ come nel film Minority Report, dove la previsione delle attività criminali che stanno per essere svolte aiuta a ridurre il crimine in un mondo futuro”. E, spiegando il funzionamento del programma alla base dell’algoritmo, ha concluso: “Essenzialmente il nostro software dà alle forze dell’ordine e ai programmi di salute pubblica un vantaggio sui chimici clandestini, e li aiuta a capire quello che devono cercare”.

Per conseguire questo particolare obiettivo, i ricercatori hanno proceduto con l’addestramento di un algoritmo di intelligenza artificiale, avendo come base di partenza una grande banca dati da dove estrarre “le strutture chimiche di sostanze psicoattive note, individuate da laboratori di tutto il mondo”. Dopo aver studiato questi concetti in modo approfondito, il sistema ha restituito la struttura chimica di 8,9 milioni di nuove potenziali droghe sintetiche. Le molecole estratte sono state paragonate a 196 nuove sostanze illegali rintracciate sul mercato subito dopo l’addestramento dell’algoritmo da parte del team di ricercatori dell’università del Canada. In questo modo, è stato possibile capire come il 90% delle molecole in circolazione fosse già stato anticipato da questo algoritmo, come in una sorta di previsione, resa possibile dall’intelligenza artificiale.

Inoltre, il sistema messo in campo dal team internazionale di ricercatori dell’università canadese ha la capacità di comprendere quali saranno le molecole che, con maggior certezza, arriveranno sul mercato. Leonard Foster, docente di biochimica presso l’Università della British Columbia, ha affermato: “Ci siamo chiesti se potevamo usare questa probabilità per determinare una droga sconosciuta partendo solo dalla sua massa, che per un chimico è molto semplice da misurare usando la spettrometria di massa”. L’ipotesi formulata dall’esperto è stata sperimentata, a sua volta, sulle 196 nuove droghe appena uscite e prese singolarmente. Pertanto, da questo nuovo studio è emerso che “l’algoritmo può prevedere la struttura chimica di molecole ignote classificandola tra le prime 10 candidate nel 72% dei casi, e addirittura nell’86% se si integrano i dati relativi alla spettrometria di massa tandem, un’altra misura facilmente ottenibile”.