Secondo il Censis la pandemia ha aumentato gli ascoltatori delle radio su internet

Secondo il Censis la pandemia ha aumentato gli ascoltatori delle radio su internet

Secondo uno studio del Censis che, qualche giorno fa ha stilato il nuovo Rapporto sulla Comunicazione dopo la pandemia, la radio resta un medium privilegiato all’interno della “dieta mediatica” degli italiani. Nel corso del 2021, il 79,6% degli italiani ha ascoltato la radio, confermando le statistiche rilevate nel corso del 2020. L’ascolto domestico di questo medium è calato del 2,1% e l’ascolto di quella in auto del 3,6%, mentre è aumentata la percentuale dei radioascoltatori della radio su internet:  il 20,2% degli italiani ne fruisce dal computer, con un +2,9% rispetto all’anno precedente, mentre il 23,8% ricorre allo smartphone, facendo registrare un +2,5% rispetto al 2020.

In aumento, seppur di poco ancora secondo il rapporto Censis, gli spettatori della TV tradizionale e satellitare, che hanno fatto registrare un mezzo punto percentuale in più rispetto all’anno precedente, come ha mostrato un incremento importante anche la visione della TV via internet. Infatti, Web TV e smart TV hanno realizzato il 41,9% di spettatori, per un 7,4% in più rispetto agli ultimi due anni. In particolare, la mobile TV ha conosciuto un balzo notevole: dall’1% di spettatori nel 2007 al 33,4% quattordici anni dopo.

Ma gli italiani hanno mostrato una buona attitudine anche nella spesa per la tecnologia; il rapporto Censis parla di sette miliardi di euro spesi nel settore. Più precisamente, telefoni e dispositivi elettronici hanno fruttato acquisti per 7,2 miliardi di euro. Pertanto, nell’arco temporale trascorso tra il 2007 e il 2020, gli italiani hanno speso cinque volta di più per le apparecchiature elettroniche e digitali, per un valore che ha toccato il 450,7%. L’aumento degli acquisti ha riguardato anche computer, audiovisivi e accessori, con un +89,7%. Calano, invece, le spese nel settore della telefonia, dove si registra un -21%. Come un brusco calo è stato fatto rilevare dal settore dell’editoria, con libri e giornali che, dal 2007, hanno riportato un -45,9%.

Il 2021, però, ha visto una riduzione della distanza generazionale, perché gli over 65 che usano la rete sono aumentati dal 42,0% al 51,4%. In aumento, secondo il rapporto del Censis, gli utenti più “maturi” che usano i social, che passano dal 36,5% al 47,7%. E questo improvviso incremento è dettato di certo dalle conseguenze del lockdown quando, solo attraverso le piattaforme social, era possibile coltivare i contatti con gli affetti più cari. In totale, però, gli utenti della rete sono saliti all’83,5%, segnando un +4,2 punti rispetto al 2019. I ragazzi tra i 14 e i 29 anni, invece, hanno fatto rilevare un aumento nella fruizione di media e piattaforme social. Entrando nel dettaglio dei numeri, lo studio ha mostrato che il 92,3% utilizza WhatsApp, l’82,7% YouTube, il 76,5% Instagram, il 65,7% Facebook, il 53,5% Amazon, il 41,8% le piattaforme per le videoconferenze, il 36,8% Spotify, il 34,5% TikTok, il 32,9% Telegram, il 24,2% Twitter. Anche tra gli over 65, l’uso di internet è passato dal 42,0% al 51,4%.

Tuttavia, il decremento registrato per le spese nel settore editoriale non ha influito sulla percentuale di italiani che leggono, aumentanti dell’1,7%. Il 25,2% ha letto più di tre libri in un anno, mentre l’11,1% preferisce gli e – book. La carta stampata, invece, continua il suo declino anche dopo la pandemia. Solo il 29,1% delle persone acquista giornali in edicola nel 2021, per un -8% rispetto al 2019. Senza tener conto del 2007, quando i quotidiani erano letti dal 67% degli italiani.