Torna la storia delle due pizze pagate in Bitcoin

Torna la storia delle due pizze pagate in Bitcoin

Il Bitcoin è una criptovaluta, ossia una moneta virtuale, e un sistema di pagamento mondiale ideato nel 2009. Non essendo una moneta cartacea, non viene creata da una banca centrale, ma viene generata da sistemi avanzati di crittografia, che consentono anche di distribuirla ed effettuare transazioni con essa. Nel caso di questa criptovaluta, le monete vengono conservate all’interno di giganteschi database condivisi, cioè fisicamente installati su più computer collegati tra loro alla rete Internet.

La crittografia utilizzata necessita di due chiavi, una privata e una pubblica. Quella pubblica consente di condividere la moneta con tutti e di far sapere ad un utente dove versare i bitcoin. La chiave privata invece consente l’accesso ad un determinato portafoglio virtuale, ossia il wallet, e la gestione di transazioni al suo interno. Questo è esattamente ciò che definisce la cosiddetta blockchain, una banca dati condivisa a cui si possono aggiungere ogni volta nuovi blocchi, e a cui tutti possono accedere, senza però poter modificare il contenuto, così da garantirne la sicurezza. Questa blockchain è quindi un protocollo digitale che permette e registra gli scambi di Bitcoin in tutto il mondo.

Esattamente dieci anni fa, nel 2010, nacque il primo exchange vero e proprio dedicato allo scambio di Bitcoin, grazie a Bitcoin Market. Qualche settimana dopo venne effettuato il primo acquisto in assoluto tramite questa criptovaluta, e l’acquisto fu di due pizze pagate con 10 mila Bitcoin, del valore di 25 dollari. Ciò accadde in Florida, esattamente a Jacksonville, e il protagonista del fatto fu il programmatore statunitense Laszlo Hanyecz, che divenne di conseguenza il primo a comprare un bene con una criptovaluta. Quello che voleva dimostrare era che queste monete virtuali potevano essere tranquillamente utilizzate senza problemi per acquistare cose reali.

Sempre lui, è tornato dopo otto anni, nel 2018, a far parlare di sé, dopo che un giorno decise di ricomprare altre due pizze con i Bitcoin. Questa volta però lo ha fatto per un altro motivo, ossia dimostrare l’efficienza del nuovo progetto Lightning Network. Quest’ultima starebbe sperimentando un nuovo sistema che permetterebbe di accelerare le transazioni e abbattere soprattutto i costi di commissione. Questo perché, secondo alcune analisi di BitInfoChart, le possibilità di usare i Bitcoin come mezzo di pagamento per beni reali sono limitate dall’alto costo delle commissioni, che alla fine del 2017 sono arrivate anche a 55 dollari.

Con questo nuovo metodo, quando due persone devono scambiarsi Bitcoin per un acquisto, aprono un canale di pagamento esclusivo tra di loro, in cui inseriscono i termini di pagamento e la criptovaluta. E tutto questo senza passare però per la blockchain, evitando così di aspettare l’approvazione della validità della transazione da parte dei nodi della rete della ‘catena di blocchi’. Quindi in questo caso, Hanyecz, per acquistare le altre due pizze e riceverle a casa, ha dovuto mostrare al fattorino il primo e gli ultimi quattro caratteri della stringa di codice che certificava il pagamento. Fatto ciò, ha potuto mangiare le sue due pizze pagate 0,00649 Bitcoin, circa 60 dollari, con una commissione di soli 10 centesimi. Quindi, esperimento riuscito.

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