Amazon pagherà l’università ai suoi dipendenti

Amazon pagherà l’università ai suoi dipendenti

La settimana scorsa Amazon ha annunciato che pagherà l’università ai suoi dipendenti, quale premio per il proprio lavoro, attraverso la fruizione del “Career Choice di Amazon”.

A tal proposito, l’Amministratore Delegato di Worldwide Consumer della società, Dave Clark, ha detto: “Sappiamo che investire nella formazione gratuita delle competenze per i nostri team può avere un enorme impatto per centinaia di migliaia di famiglie in tutto il paese”. E, per suffragare l’idea di partenza, lo stesso Clark ha aggiunto: “Abbiamo lanciato Career Choice quasi 10 anni fa per aiutare a rimuovere i maggiori ostacoli alla formazione continua, tempo e denaro, e ora lo stiamo ampliando ulteriormente per pagare le tasse scolastiche e aggiungere diversi nuovi campi di studio”.

I fondi messi a disposizione da Amazon serviranno al pagamento completo di tasse universitarie e libri, ma saranno disponibili anche per finanziare gli studi a quei dipendenti che sceglieranno di conseguire diplomi “associati” e di “primo livello” presso “centinaia di partner educativi in ​​tutto il paese”. Ma, almeno al momento, il comunicato stampa diffuso non elenca con precisione le scuole superiori che godrebbero del benefit messo a disposizione. Al contrario, Amazon ha precisato che coprirà i costi anche per il conseguimento dei diplomi di scuola superiore, “GED” e certificazioni di conoscenza dell’inglese, seppur acquisito come seconda lingua (ESL).

Amazon si pone, dunque, in scia di altre grandi società nazionali che, negli ultimi mesi, hanno avanzato la medesima proposta ai loro dipendenti. Proprio all’inizio del 2021, Target ha annunciato che avrebbe pagato l’intero importo delle delle tasse universitarie e dei libri per permettere ai suoi lavoratori di ottenere diplomi di laurea presso 40 istituti partner, oltre che mettere a disposizione 10.000 dollari all’anno per il conseguimento del titolo di laurea. Ed insieme a Target, anche Walmart ha seguito lo stesso esempio.

L’offerta avanzata da Amazon, Target e Walmart nei confronti dei loro dipendenti aiuterebbe molti studenti a completare il percorso di istruzione, limitando la necessità di questi ultimi nel dover ricorrere a prestiti per il sostentamento dei propri studi. Ma, il finanziamento dell’istruzione da parte delle aziende non risolve l’enorme debito (si parla di 1,8 trilioni di dollari), causato dagli oltre 40 milioni si studenti che ancora non hanno restituito la somma ottenuta. Per risolvere la questione dei prestiti studenteschi ancora in “sospeso”, il Governo Biden sta valutando la strada da percorrere. Fino a questo momento sono state avanzate le seguenti ipotesi: “la riforma del fallimento”, la “revisione dei programmi esistenti di condono”, il “rimborso dei prestiti studenteschi” e l'”adozione di una cancellazione diffusa dei prestiti studenteschi”.