Crisi dei chip nell’automotive: si rischia il collasso?

Crisi dei chip nell’automotive: si rischia il collasso?

Il settore dell’automobile sta vivendo una duplice situazione anomala: da un lato le aziende automobilistiche sono state costrette a dover interrompere le linee produttive ed a bloccare i nuovi lanci, dall’altro il giro d’affari che ruota intorno alle componente elettroniche è andato ad incrementarsi registrando un notevole aumento. In questo contesto, un ruolo chiave lo sta giocando la mancanza di chip da inserire nelle nuove vetture, ma facciamo un passo indietro. 

L’automotive ha iniziato a subire un duro colpo con l’avvento della pandemia, per colpa della quale ha visto un calo della domanda per le nuove vetture, mentre adesso il settore sta attraversando la crisi dei chip. Ma a cosa è dovuta tale crisi? Con l’avvento del Covid-19, i produttori di microchip hanno iniziato a ridurre la produzione in vista di un possibile e molto probabile calo della domanda dovuto al lockdown e agli effetti negativi della crisi sanitaria. Ma, le limitazioni allo spostamento e l’aumento dello smart working hanno determinato un forte incremento della domanda di dispositivi elettronici, come computer portatili, tablet, smartphone, ovvero tutti quei prodotti che impiegano in modo rilevante l’utilizzo di semiconduttori. Il problema è che, essendo cresciuta a dismisura questo tipo di domanda, c’è stata una forte riduzione delle forniture di microchip al settore dell’auto; di conseguenza, diverse case automobilistiche hanno dovuto rallentare, se non addirittura fermare, la produzione in tutto il mondo. 

Dunque, la problematica principale è dovuta alla carenza dei semiconduttori, quei componenti che vengono utilizzati per la realizzazione dei microchip che sono alla base di tutti i sistemi elettronici delle nuove auto moderne e che consentono sempre più funzioni di cui ormai gli individui non possono più fare a meno. Bisogna tener presente che questa crisi è fortemente legata all’avanzamento tecnologico del settore automobilistico, il quale prevede un uso sempre maggiore delle componenti elettroniche all’interno dei nuovi veicoli.

Il mercato dell’automobile dopo mesi di attesa non è ancora pronto per ripartire a pieno regime; i principali produttori di microchip e semiconduttori devono trovare un modo per ripristinare il giusto equilibrio affinché tutti i settori possano ricevere la giusta di quantità delle componenti elettroniche ormai fondamentali per portare a termine i loro prodotti. La crisi non ha colpito solo le piccole aziende, ma grandi colossi come General Motors, Ford, Nissan e Honda, ma gli effetti che si sono riversati sul panorama italiano sono molto pesanti. Infatti, ad agosto si è registrato un calo della produzione del 37,4% rispetto al mese precedente.