Da Facebook a… Meta: Zuckerberg cambia

Da Facebook a… Meta: Zuckerberg cambia

10/11/2021 0 By Redazione

Ci si può girare attorno tutto il tempo che si vuole, ma la grande realtà è che le personalità che hanno maggiormente influenzato le masse, la società, gli usi e costumi di milioni di persone all’interno del ventunesimo secolo sono tante, ma il cerchio si racchiude a due nomi: Mark Zuckerberg e Steve Jobs.
Da un lato Facebook, dall’altro Apple. E poco importa se a qualcuno possano venire in mente, anche giustamente, i nomi di Jeff Bezos, Greta Thunberg e Bill Gates. I due creatori di Facebook e Apple hanno profondamente influenzato le abitudini di tutto il mondo in pochissimi anni, andando a cambiare radicalmente qualsiasi sfera sociale e cognitiva a cui la società era abituata fino a poco tempo fa. Passatempi come il casinò online come quello di Betway ora sono possibili solo con l’avvento di Internet, di smartphone che possono collegare persone da ogni parte del mondo; una nuova forma di socialità anche remota è possibile solo grazie all’arrivo di un social network che collega in tempo reale, e con qualsiasi funzione e motivazione possibile, tantissime persone; la quantità di servizi che prima erano esperibili solo fisicamente, mentre ora sono accessibili semplicemente tramite un click dal proprio smartphone.
Insomma, si cambia non solo per il gusto di cambiare, ma per il gusto di influenzare, innovare, incidere sulle masse. Proprio questi stessi obiettivi e propositi stanno alla base di una delle grandi novità dell’ultimo periodo, probabilmente la novità più importante a cui verrà sottoposto il decennio in corso, e chissà se anche i decenni a venire. Poche volte, infatti, si può avvertire l’importanza di un evento o di un’innovazione ancor prima che essa venga “lanciata” sul mercato e proposta, ma in questo caso il “precedente” di Facebook, ben illustrato dal celebre film The Social Network del 2010 che mostra gli inizi in college di Mark Zuckerberg, non può che stuzzicare le menti di tutti.

 

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Da Facebook a Meta
Facebook cambia volto, o per meglio dire, cambia nome. Se infatti il vero e proprio social network non modificherà le otto lettere che vanno a comporre uno dei nomi più significativi dell’intero panorama sociale del mondo contemporaneo, è l’azienda stessa a cambiare nome: da Facebook a Meta, dunque.
Un cambio di scenario, una novità che prefigura ciò a cui Mark Zuckerberg e compagni stanno lavorando da anni, nel solco della creazione di sempre più e migliori esperienze virtuali, andando quasi ad annullare la realtà stessa. In prospettiva, il cambiamento potrebbe essere di quelli generazionali, epocali, andando a effettuare una nuova, radicale svolta nel vero e proprio funzionamento del mondo come lo conosciamo.
Con Meta si va infatti a designare, per le stesse parole del fondatore di Facebook, una vera e propria “piattaforma del metaverso”, da cui la parola Meta e il simbolo dell’otto rovesciato. Già, ma cosa sarà effettivamente e concretamente questo metaverso? Le anticipazioni sono ancora troppo poche per potersi fare un’idea vera e propria, nonostante gli stessi sviluppi già presentati proprio da Mark Zuckerberg. Si tratterà, sostanzialmente, di un grosso insieme di spazi e luoghi all’interno di un contesto virtuale, dove tutti i creatori di ogni sorta potranno sperimentare in libertà nuove forme artistiche, dove si potranno esplorare con altre persone interi spazi virtuali. Insomma, un mondo virtuale dove cercare di avvicinarsi, per quanto possibile, a ciò che succede effettivamente nel mondo reale: scambi economici e affettivi, relazioni tra le persone, viaggi, passatempi, dinamiche lavorative e quant’altro. Il lavoro si sta direzionando proprio verso questo sviluppo, verso una sostanziale replica di quanto accade nella vita reale di tutti i giorni.


Il metaverso, una nuova realtà
Non è da mettere in secondo piano il fatto che questo metaverso sarà principalmente pensato e andrà a vantaggio di creatori, artisti, di chi già negli ultimi anni sta implementando sempre di più piattaforme ed esperienze sensoriali. Si potranno andare a sperimentare tutte queste attività tramite un proprio avatar, e non è chiaro se il grado di realtà si spingerà fino a poter saggiare, nel virtuale, alcune dinamiche che sono esclusive della nostra realtà: il gusto, il tatto, l’olfatto e, più in generale, la sensorialità a 360 gradi.
Una novità che si muove dunque in continuità con quanto ci sta dicendo il mondo moderno negli ultimi anni: l’implementazione di servizi per poter comprare e pagare degli oggetti a distanza, l’utilizzo sempre più indistinto e caldeggiato di servizi per lo smart working, evitando di dover per forza lavorare in presenza, specialmente ove non conviene o addirittura non serve.
Lo stesso solco di chi sta cercando di rendere i giochi online delle esperienze sempre più virtuali come accaduto con il celebre caso Fortnite per PlayStation, totalizzante e coinvolgente, ma come sempre Zuckerberg vuole fare di più e vuole andare oltre, tentando di essere il primo ad andare “oltre”, a inventare una “nuova realtà”, un metaverso, dove, con il proprio avatar, si potrà andare a costruire una nuova realtà. Non sono chiari i confini della proposta, ma è già chiara la straordinaria ambizione di Mark Zuckerberg.