Google non sarà più il motore di ricerca di Brave

Google non sarà più il motore di ricerca di Brave

Brave Search, il motore di ricerca che tutela la privacy e blocca “gli annunci e i cookie traccianti di terze parti per impostazione predefinita”, sta passando alla fruizione del suo browser di ricerca per “impostazione predefinita”. L’annuncio è stato dato direttamente dalla società sul sito sito ufficiale. Il cambiamento interesserà i nuovi utenti, avendo un impatto importante sul motore di ricerca utilizzato attraverso la barra degli indirizzi del browser stesso. Brave Search prenderà il posto di Google negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada, di Qwant in Francia, di DuckDuckGo in Germania. Gli altri Paesi, invece, saranno chiamati ad un’attesa più lunga per poter fruire dell’importante novità.

Brave Search ha una vita relativamente breve, essendo stato lanciato in versione beta solo all’inizio del 2021. Pertanto, questo cambiamento rappresenta un’evoluzione significativa per il browser, perché gli utenti sono attratti dalle novità e, semplicemente, fruiscono di quanto gli viene messo a disposizione, senza avventurarsi alla ricerca di opzioni alternative. All’interno di una nota, il co-fondatore e Amministratore Delegato di Brave, Brendan Eich, ha affermato: “Come sappiamo per esperienza in molti browser, l’impostazione predefinita è fondamentale per l’adozione successiva, e Brave Search ha raggiunto la qualità e la massa critica necessarie per diventare la nostra opzione di ricerca predefinita ed offrire ai nostri utenti un’esperienza online senza doversi curare della privacy ”, sottolineando, poi, come attualmente Brave “gestisca già quasi 80 milioni di query al mese”.

Nonostante il passaggio evolutivo importante che farà registrare soprattutto tra gli utenti di Brave Search, la quota di mercato a disposizione del browser rappresenta solo una piccola porzione, che non può essere minimamente paragonata, né considerata, se messa a confronto con quella dei browser più noti, quali Chrome, Safari, Edge e Opera. Tuttavia, nel settembre 2021, Brave contava all’incirca 40 milioni di utenti attivi mensili. L’iniziativa messa in campo dalla Brave denota non solo il desiderio di rinforzare l’importanza del motore di ricerca, ma anche di puntare sempre più su un servizio che fa della tutela della privacy il suo fiore all’occhiello. Brave Search, poi, deve la sua diffusione anche ad un’altra importante caratteristica: esso, infatti, è “costruito sull’indice indipendente del web di Brave, mentre molti concorrenti si affidano a un mix di risultati di indici più grandi come Bing di Microsoft”.

Insieme al passaggio come browser di ricerca predefinito, Brave Search sta studiando anche il lancio di “un nuovo sistema di attivazione“, perché gli utenti possano migliorare i risultati di ricerca, attraverso l’implementazione dei propri dati. Al momento, Brave Search è fruibile gratuitamente e non presenta alcuna pubblicità. La società, però, ha avanzato l’ipotesi, seppur in futuro, di accompagnare la versione gratuita di Brave Search con alcuni banner pubblicitari, proponendo agli utenti anche un servizio “premium” senza annunci.