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Il reCAPTCHA di Google non funziona con la VPN o con browser TOR?

Il reCAPTCHA di Google non funziona con la VPN o con browser TOR?

29/07/2021 0 By Redazione

Per mia natura non mi fido mai della prima risposta e, spesso, nemmeno della seconda. Quindi quando cerco delle risposte sul web apro schede di Google una dopo l’altra. Fortunatamente sono riflessivo e quindi non clicco a raffica, come una mitragliatrice, ma, per il passato, quando i computer e le reti erano più lenti degli umani, mi è capitato più di una volta che AltaVista abbia bloccato le mie ricerche con un messaggio inquietante: “Abbiamo rilevato un’attività anomala dal tuo indirizzo IP”. Questo succedeva perché il motore di ricerca vedendo tante richieste, una dopo l’altra, provenire dallo stesso indirizzo IP, sospettava che si trattasse di bot (software che accedono alla rete con le stesse modalità di un utente umano). E proprio i programmatori di AltaVista studiarono un sistema per distorce e rendere impossibili da leggere una parola in modo da costringere l’interlocutore a dimostrare di non essere un computer. La versione 1 del CAPTCHA dopo 24 anni è ancora in uso su molti siti. reCAPTCHA è il servizio gratuito di Google che aiuta a proteggere i siti web da spam e abusi. Trattandosi di una sorta di Test di Turing, inverso il CAPTCHA dovrebbe essere in grado distinguere un umano da un computer. Google mette a disposizioni diverse versioni del suo reCAPTCHA pronte all’uso su qualsiasi sito internet. Ma, in alcuni casi il reCAPTCHA appare con preoccupante frequenza proprio come faceva l’avviso di AltaVista di 25 anni fa. Vediamoli insieme.

Blacklist e VPN

Google utilizza e mantiene costantemente aggiornata una lista degli indirizzi IP da cui provengono gli attacchi alla rete informatica. Si tratta delle famose “blacklist”, le liste nere gli IP dai quali fuggire come se fossero appestati. Se l’indirizzo IP che ci è stato assegnano dal nostro provider è stato utilizzato per il passato da un altro utente per scopi fraudolenti è molto probabile che sia finito in una blacklist. In tal caso la soluzione è banale in quanto con un semplice riavvio del modem otterremo un nuovo indirizzo IP che, speriamo, non sarà in blacklist. Più complesso ma ugualmente di semplice soluzione è il caso in cui usiamo una VPN (Virtual Private Network). In questo caso, poiché le VPN forniscono all’utente un IP statico mascherato già utilizzato da altri utenti con conseguente rischio di trovarlo in blacklist. In questo caso basterà disattivare il client VPN per usare il nostro IP dinamico assegnato dal provider.

VPN di Mozilla

Foto @Pexels.com

TOR, virus & C.

Non sono pochi gli utenti che, preoccupati per la privacy, si sono convertiti al browser TOR che, essendo una rete mondiale cifrata, maschera gli IP sui suoi nodi che ogni giorno sono utilizzati da decine di migliaia di utenti. Come per gli IP non possiamo sapere gli altri cosa fanno e cosa hanno fatto e Google potrebbe bloccarci. In tal caso sarà sufficiente cambiare il nostro IP o disattivare, momentaneamente TOR. Se, dopo aver magari disabilitato anche il Proxy permane il problema della richiesta del reCAPTCHA con box, foto di semafori, barche, segnali stradali eccetera, sarà il caso di preoccuparci. Il nostro sistema potrebbe essere stato infettato da un malware molto aggressivo che continua a fare il suo “lavoro” mascherando gli indirizzi di rete. In questo caso, se non l’avete già fatto prima, installate un buon antivirus ed eseguite una scansione approfondita del sistema.