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Perché è reato inoltrare i giornali in .pdf su WhatsApp

Perché è reato inoltrare i giornali in .pdf su WhatsApp

02/06/2021 0 By nicolacuna

Ebbene sì, la parola digitale non è sinonimo di gratuito. O comunque non sempre. Il servizio online, relativo a qualsiasi tipo di settore, non deve più essere visto erroneamente come la parte gratuita, bensì come un’estensione dell’attività offline. 

Cambiano sicuramente i costi, le modalità e i tempi di fruizione, ma si parla in ogni caso di un servizio a tutti gli effetti. Anche per il settore dell’editoria, dunque, valgono le stesse regole. Anzi, a maggior ragione per un servizio come l’editoria, fin troppo spesso vittima di violazioni sul diritto d’autore, semplicemente perché non si tratta di un bene di consumo durevole e di una conseguente facilità di vendita, bensì ha a che fare con la proprietà intellettuale

Insomma, inoltrare i giornali in pdf su WhatsApp o anche su Telegram – i canali più in voga per questo tipo di reato – è penalmente perseguibile perché viola la tutela del diritto d’autore.

Non molto tempo fa, infatti, l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha chiesto alla procura di Milano il sequestro di tutti i canali e le chat su WhatsApp e Telegram in cui vengono diffusi ogni giorno gratuitamente i pdf dei quotidiani e periodici. Infatti, è stato depositato un esposto in cui si fa presente che “oltre alla grave e ripetuta violazione del diritto d’autore, la Procura potrebbe vagliare anche le ipotesi di reato di ricettazione circa le modalità di alimentazione dei contenuti su tali canali”.

Si parla di una vera e propria guerra per la difesa del diritto d’autore che necessita di autorizzazione, o di vendita, per poter transitare dall’ideatore della proprietà intellettuale ad altri soggetti. 

Purtroppo all’incredibile velocità in cui viaggia Internet non corrisponde una tempestiva capacità di regolamentazione delle sue attività, che causa poi tutta una serie di problematiche come questa. Non c’è dubbio, però, che prendendo atto della sempre maggiore affermazione di Internet, in breve tempo vengano stabilite tutta una serie di regole per smantellare i residui di pirateria che purtroppo ancora penalizzano alcune categorie e alcuni settori. 
Anche i giornalisti sono dei lavoratori, anche le case editrici hanno bisogno dei loro introiti per poter divulgare le notizie, non possiamo pensare di non retribuire questo settore. Anche perché l’esborso per la compera di un quotidiano credo non sia proibitivo per nessuno, diversamente si può scegliere coscientemente di informarsi su Internet da fonti non ufficiali. Ma quella è appunto una scelta, diversamente è giusto rispettare le fonti ufficiali che lavorano per fornire un’informazione giusta, quotidiana e regolare.